È stato formalizzato il nuovo Cda di Rivieracqua durante l’Assemblea dei sindaci composta dai primi cittadini del Ponente.

Come anticipato da Riviera Time, lunedì scorso, i nomi che andranno a comporre il Consiglio d’amministrazione sono quelli del commercialista Gian Albero Mangiante (nominato dai comuni con oltre 30 mila abitanti: Imperia e Sanremo), la commercialista sanremese Sara Rodi (nominata dai comuni tra i 10 e i 30 mila abitanti: Taggia e Ventimiglia) e l’avvocato genovese Carlo Ponte (nominato dai piccoli comuni sotto i 10 mila abitanti).

Il Cda è stato votato con i voti favorevoli di tutti i sindaci presenti tranne Cipressa, Civezza e Molini che si sono astenuti in parte perché si sono sentiti esclusi dalla scelta dei nomi proposti.

A fare il lavoro maggiore per la selezione dei candidati sono stati il sindaco di Sanremo Alberto Biancheri, il sindaco di Imperia, Carlo Capacci, il sindaco di Taggia, Mario Conio, il sindaco di Diano Marina, Giacomo Chiappori, il sindaco di Riva Ligure, Giorgio Giuffra, e il sindaco di Cesio e Presidente della Provincia, Fabio Natta.

I sei amministratori si erano incontrati per una riunione informale il 7 dicembre per proporre e valutare le possibili nomine che oggi sono poi state confermate.

“Vorrei sottolineare che non è stato fatto un lavoro per scavalcare i comuni più piccoli, ma era necessario agire di fretta. Mi scuso se non tutti i sindaci sono stati coinvolti e per quelli che si sentono messi da parte. L’obiettivo era presentarsi oggi, con una rosa di professioni dall’alto profilo per dare un segnale forte di responsabilità nei confronti dei cittadini,” ha spiegato Alberto Biancheri.

Alle affermazioni del primo cittadino di Sanremo si è aggiunto il comento del vicesindaco di Ceriana, Gianni Valenzano: “Abbiamo votato con parere favorevole perché il momento è critico e vogliamo che la società e l’acqua pubblica vada avanti. Sono convinto che i comuni sotto i 2000 abitanti abbiano troppa poca rappresentatività; ma in questo momento era necessario fare questo percorso e accorciare i tempi.”

Lo scopo è, infatti, quello di presentare una società forte e sana il 19 dicembre, giorno della prima udienza sul fallimento di Rivieracqua, istanza presentata il mese scorso dall’imperiese Amat Spa.

Dopo la votazione e la conferma del Cda, la riunione è proseguita con il secondo fondamentale punto all’ordine del giorno: il piano finanziario per coprire il buco di bilancio e i debiti con Amat.

Sono diverse le proposte per la ripartizione dei pagamenti tra i vari comuni. Tra queste la più discussa è stata quella del sindaco di Imperia, Carlo Capacci: “Io ho una proposta diversa di riparto. Partendo dal presupposto che Rivieracqua a regime deve funzionare da sola. Quindi qua stiamo parlando di contributi da dare nel periodo transitorio per arrivare a regime. Perché non prendiamo il numero di abitanti dell’ambito e dividiamo il contributo per gli abitanti? Tutti i comuni devo contribuire. In questo modo i comuni grandi pagheranno di più, i comuni piccoli di meno.”

Alla proposta ha risposto Emilio Fossati, sindaco di Pornassio: “Qui si parla di riparti con comuni che non hanno ancora completato il conferimento delle proprie società in Rivieracqua. Qua non si va avanti.”

È poi seguito il sindaco di Diano Marina, Giacomo Chiappori: “La proposta di Capacci mi pare abbia un riscontro nel tempo. Si paga il debito e poi si va avanti. Dobbiamo arrivare al 19 dicembre forti. Però Imperia deve entrare socio e conferire le reti idriche. È questo il presupposto per assicurare il futuro di Rivieracqua.”

“Può bastare la salvezza di Rivieracqua per giustificare il fallimento economico dei singoli comuni?”, chiede il sindaco di San Bartolomeo al Mare, Valerio Urso. “Ventimiglia, Sanremo, Imperia devono entrare in questo carrozzone. Io sono favorevole alla proposta di Capacci che fa pagare tutti. Non le altre che svantaggiano chi ha conferito di più in Rivieracqua”.

In un primo momento era stata decisa una nuova assemblea lunedì 18 dicembre. In quel momento il sindaco Alberto Biancheri aveva affermato: “Se il 18 non si trova una soluzione solida e decisa sul piano di finanziamento. Dopo l’udienza del 19 dicembre Sanremo bloccherà il conferimento di Amaie in Rivieracqua.”

Un aut-aut però rinviato visto che, secondo quanto emerso a fine riunione, l’assemblea del 18 dicembre non si terrà per avere il tempo di discutere della situazione con il nuovo Cda e di capire cosa accadrà nell’udienza del 19 dicembre.