sergio scibilia

“Alla fine, per ultimo in ordine di priorità, è arrivato anche il momento dei lavori di ripristino dell’ultimo tratto ferroviario della linea Ventimiglia-Cuneo”, commenta Sergio Scibilia presidente dell’associazione ‘Giuseppe Biancheri – Valorizzazione Ferrovia della Val Roya’.

“Finalmente dopo mesi di melina tra Italia e Francia, questa piccola opera permetterà di riaprire definitivamente il collegamento tra la Liguria e il Piemonte via Val Roya. Una riapertura su cui nessuno scommette sulla data precisa, che si prevede possa avvenire tra cinque o sette mesi, con il dubbio delle condizioni meteorologiche ed eventuali problematiche.

Che sia la buona notizia del giorno – continua – non c’è dubbio. Che sia una buona notizia, diventa più difficile da dire. Diversi i motivi che rendono la realtà ben più grigia di quello che può apparire.
1) questo è l’ultimo tratto della Ventimiglia-Cuneo ad essere aperto,
2) i lavori iniziano oggi in fortissimo ritardo rispetto al resto delle opere che hanno permesso precedentemente di poter collegare Nizza con Tenda,
3) non abbiamo certezza sulla data di riapertura,
4) la ferrovia riaprirà ad una velocità scandalosa, una mobilità incompatibile con i tempi moderni e con i bisogni dei cittadini,
5) la Convenzione Italia-Francia è ferma e non se ne parla neanche più.

Quest’ultimo è il tema principale, scandalosamente la Convenzione non si riesce a rinnovare, con la questione finita nel dimenticatoio delle sabbie mobili romane. Pur essendo questa l’unica arteria veloce per collegare il sud ligure con il sud piemontese, un vero sfogo per l’economia territoriale, malgrado tutto verrà riaperta dopo una lunga chiusura di 18 mesi, dopo aver speso diversi milioni di euro, ad una velocità ridotta. È vergognoso che questo possa succedere”.

Conclude: “A noi cittadini altre giustificazioni non ci interessano, ci servono servizi efficienti e moderni, i treni a 40 km/h sono da Paese arretrato, alla luce della rivoluzione Green, a poco tempo dall’attesa dei milioni di investimenti con fondi europei. Credo che il Governo Draghi non possa mettere questa linea internazionale tra i fiori all’occhiello. La ‘Agb’ chiede una riapertura normale e non da serie B, vogliamo una ferrovia turistica, smart e veloce, che possa collegare Ventimiglia con Torino in tre ore. Una ferrovia per i pendolari, per gli studenti, attrezzata con vagoni per bike. Non vogliamo treni tartaruga, lenti e inutilizzabili”.

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