casinò di sanremo

“Ritornano i Martedì Letterari, un ritorno che significa nuovi momenti culturali ma anche rinnovata frequentazione per il nostro affezionato pubblico che in questi mesi ha atteso questo momento”. Sottolinea il consigliere del Cda, dott.ssa Barbara Biale: “Tante proposte culturali di grande interesse che spaziano dalla Letteratura contemporanea ai temi storici a quelli della sostenibilità con un’unica finalità onorare la nostra tradizione, il nostro brand anche culturale, guardando al futuro e alle aspettative di chi frequenta il nostro teatro, spesso simile ad un cenacolo dove il confronto è sinonimo di continua crescita”.

Stefano Zecchi, scrittore, saggista, psicologo inaugura il 12 ottobre la stagione autunnale dei Martedì Letterari con il suo ultimo libro “Anime Nascoste” (Mondadori).

Per Stefano Zecchi presidente onorario del Premio Letterario Internazionale Casinò di Sanremo Antonio Semeria che ha visto lo scorso 25 settembre la presenza di Andrea Vitale, Marco Buticchi, Mara Fazio e Saverio Simonelli è un ritornare al pubblico del Teatro dell’Opera del Casinò che gli ha sempre tributato una calorosa accoglienza.

Il 19 ottobre Gabriele Beccaria, giornalista scientifico, penna de La Stampa, e Massimo Inguscio, fisico e Presidente del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), illustreranno alle ore 16.30 nel Teatro dell’Opera il saggio scritto a due mani:” Come potrebbe essere il domani”. (Bur Rizzoli) Uno sguardo scientifico ed analiticamente condotto sulla certezza che il ritorno alla ricerca scientifica rigorosa sia uno strumento valido per far fronte a questa nuova epoca marcata da pandemie e cambiamenti climatici, sociali e politici, per un futuro migliore e meno incerto.

Venerdì 22 ottobre ore 17.00 anteprima della cerimonia del Premio Letterario Internazionale “Casinò di Sanremo Antonio Semeria” che attribuirà il Premio alla carriera al poeta e scrittore Giuseppe Conte, Mauro Mazza scrittore,saggista, già direttore Rai presenta il suo ultimo lavoro: “Diario dell’ultima notte” (Lalepre). Sabato 23 ottobre ore 17.00 si riunirà la giuria popolare del Premio Semeria per decretare i vincitori della sezione “Inediti”. Parteciperà in qualità di premiato Giuseppe Conte.

Il 26 ottobre ore 16.30 Marco Malvaldi racconterà in “Bolle di Sapone” (Sellerio) appena editato e già successo editoriale la nuova avventura dei suoi “ attempati affezionati “del Bar Lume.

Venerdì 29 ottobre alle ore 18.30 un omaggio alla musica . Massimo Bonelli presenta il libro “Rockonti Storie ai confini tra fantasia e realtà” (Casa Italia edizioni).

A novembre tre appuntamenti con Heddi Goodrich, Oscar Farinetti e Franco Forte.

Il 9 novembre ore 16.30 Heddi Goodrich presenta il suo nuovo libro “L’Americana” (Giunti).

Il 16 novembre alle ore 16.30 Oscar Farinetti eccezionalmente nel teatro Ariston approfondirà la sua autobiografia (autorizzata malvolentieri): “Never quiet. La mia Storia” (Rizzoli).

Il 23 novembre ore 16.30 lo scrittore Franco Forte, responsabile dei servizi editoriali Mondadori, illustra il suo ultimo libro “L’uranio di Mussolini” (Mondadori).

Il programma

Primo appuntamento il 12 ottobre ore 16.30 nel Teatro dell’Opera del Casinò Stefano Zecchi presenta il volume “Anime nascoste” (Mondadori). Introducono l’autore Carlo Sburlati, e Marzia Taruffi, curatrice della rassegna.

Lorenzo, un antiquario, ha quasi cinquant’anni quando conosce Barbara, affascinante compositrice di musica per teatro. L’intesa è immediata, e l’incontro fortuito matura pian piano in relazione e la relazione in convivenza, pur tra le ombre degli amori passati con i loro ricordi felici e le profonde ferite non sempre rimarginate. Barbara non cancella la memoria del marito, e Lorenzo quella meno definita, però ingombrante, di Gloria. Nel momento più doloroso dell’ormai lunga relazione tra Lorenzo e Barbara, torna inaspettatamente in scena Gloria, arrestata a Parigi durante una complessa indagine per omicidio. Lorenzo decide di incontrarla per sciogliere i nodi che continuano a fremere nel suo presente: parte per Parigi, senza sapere cosa Gloria voglia dirgli né cosa proverà nel rivederla. Ma il viaggio in treno è l’occasione per Lorenzo (“Un uomo che si è creato un mondo e ci si è chiuso dentro”) di ripercorrere la propria vita, dall’infanzia a Venezia, alle prime, traccianti letture fino al trasferimento per l’università di Milano. Proprio qui, tra le vie della città dei Navigli, Lorenzo ritrova Gloria, dopo averla per poche ore conosciuta a Venezia, durante una drammatica circostanza. La ragazza, anima nevrotica quanto affascinante, trascina Lorenzo, con il suo amore avvolgente, nei vortici incandescenti della lotta studentesca e dei suoi tragici sviluppi che sconvolsero un intero Paese. Nel suo nuovo romanzo, Stefano Zecchi ci consegna il ritratto lucido e appassionato di una generazione incendiaria e incendiata, una storia di formazione letteraria e politica che racconta in chiave totalmente inedita il Sessantotto, dando voce a una gioventù emarginata e ribelle, scivolata nella spirale di un estremismo vissuto con passione, disancorato dalla realtà, dimostrando che ciascuno di noi è l’artefice di ciò che è, e dei ricordi che lascia in eredità.

Stefano Zecchi (Venezia, 1945) è uno scrittore e un giornalista. Dopo la laurea in Filosofia conseguita all’Università degli Studi di Milano, ha insegnato in prestigiose università italiane, come quella di Padova, ed estere, come l’Università Tagore di Calcutta. Tra le sue opere ricordiamo la recente “Quando ci batteva forte il cuore”(Mondadori), incentrata sulla figura del piccolo Sergio, un abitante di Pola nel periodo dell’annessione dell’Istria all’area di influenza sovietica, che si troverà, suo malgrado, a fuggire alla volta di Venezia in compagnia di un padre che per il bambino è poco più di un estraneo. Celebri anche “Rose bianche a Fiume”, “Le promesse della bellezza” e “Amata per caso” tutti editi da Mondadori.

Il 19 ottobre Gabriele Beccaria, giornalista scientifico, penna de La Stampa, e Massimo Inguscio, fisico e Presidente del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), illustreranno il volume: “Come potrebbe essere il domani” (Bur Rizzoli).

Massimo Inguscio e Gabriele Beccaria viaggiano dal passato al presente, verso il domani, esplorando le nuove frontiere: Intelligenza Artificiale, super-computer, tecnologie quantistiche, biomedicina, climatologia, bio-economia, digital humanities.

In un’epoca di sconvolgimenti globali – pandemici, climatici, sociali e politici – la scienza è il filo d’Arianna. Solo un forte ritorno di fiducia collettiva e di investimenti nella ricerca guiderà la società fuori dal labirinto e la sua intelligente resilienza ci proietterà ancora una volta verso il futuro. Sfruttando lo sguardo a vasto raggio del Consiglio Nazionale delle Ricerche, ente di ricerca numero uno in Italia e tra i principali in Europa e nel mondo, che nel 2023 celebra i primi cent’anni, Massimo Inguscio e Gabriele Beccaria viaggiano dal passato al presente, verso il domani, esplorando le nuove frontiere: Intelligenza Artificiale, super-computer, tecnologie quantistiche, biomedicina, climatologia, bio-economia, digital humanities. Scopriremo come si imita la capacità delle piante di trasformare la luce in energia e cibo. Esploreremo le personalità multiple dell’Intelligenza Artificiale e le opportunità controintuitive delle tecnologie quantistiche. Accarezzeremo alcune idee anticonvenzionali per metterci al sicuro dai disastri climatici e indagheremo come si dà la caccia ai virus. Studiando i cervelli biologici, approderemo a quelli sintetici per spingerci sulla Luna, Marte e oltre. È un viaggio verso un domani che prende forma adesso e che ha bisogno della libera creatività di ricercatrici e ricercatori, di strategie multidisciplinari e di una ritrovata consapevolezza da parte delle élite politiche e imprenditoriali. Tutto ciò dipenderà dalla capacità di tutti noi di comprendere il vero valore della scienza, compiendo uno sforzo di immaginazione e volontà, lasciandosi conquistare dalla meraviglia che la ricerca scientifica e la tecnologia sanno suscitare.

22 ottobre è in programma la presentazione del volume “Diario dell’ultima notte” di Mauro Mazza, un’anteprima della cerimonia del Premio “Semeria”.

Il romanzo racconta gli ultimi mesi di Galeazzo Ciano, dal Gran Consiglio del 25 luglio 1943 alla sua condanna a morte l’11 gennaio 1944, dagli altari del potere alla polvere della prigionia, all’esecuzione per tradimento. Tra i personaggi, Edda Ciano e Benito Mussolini. Il conflitto padre-figlia sulla sorte di Galeazzo è profondo, lancinante, insanabile. Compaiono anche altri componenti della famiglia Mussolini – Rachele e Vittorio su tutti – e diversi gerarchi del fascismo, come Grandi, Bottai, Pavolini e Farinacci. Nelle ultime settimane di Ciano – detenuto nel carcere di Verona – è rilevante la figura di Frau Beetz, giovane e attraente tedesca, che con Ciano vive una struggente e intensa storia d’amore. Fa da contrappunto al racconto il diario del giovane friulano Antonio Basso (personaggio di fantasia), giovane fascista appena diplomato maestro, che vive con crescente angoscia la prova della guerra civile e della violenza diffusa che dominano l’ultimo biennio del conflitto. Nelle ultime pagine di quel diario del 1944 Basso annota, nel 1978, alcune sue impressioni sul delitto Moro, tracciando un originale parallelo tra due tragiche vicende che hanno segnato la storia italiana del Novecento.

Mauro Mazza (Roma, 1955) Ha seguito per la Rai i maggiori avvenimenti dell’ultimo decennio del secolo scorso, prima di dirigere Tg2, RaiUno e RaiSport. E’ autore di numerosi saggi e pamphlet di storia e cultura politica (I ragazzi di Via Milano, Fergen 2006; Vent’anni e una notte, con A. Urso, Castelvecchi 2013; In coscienza, Pagine 2019). Ha scritto di religione (Bergoglio e pregiudizio, Pagine 2018), di letteratura del Novecento (Papini, l’inquietudine di un secolo, Volpe 1981; Uomo infinito, Pellegrini 2014; Sciascia, nient’altro che la verità, con P.F. Bruni, Nemapress 2021) e di televisione (Tv, moglie, amante, compagna, con B. Agnes, Rai-Eri 2004). Diario dell’ultima notte è il suo terzo romanzo, dopo L’albero del mondo (2012) e Il destino del papa russo (2016) editi da Fazi, coi quali ha ottenuto importanti riconoscimenti, tra cui il Premio Casinò di Sanremo Antonio Semeria.

Il 26 ottobre sarà nel teatro dell’Opera Marco Malvaldi con il suo recentissimo “Bolle di Sapone” (Sellerio).

In questa nuova commedia gialla di Marco Malvaldi, ambientata in pieno lockdown, i Vecchietti del BarLume sono ancor più protagonisti e sottili risolutori. Il loro sguardo è più che mai penetrante nelle ingiustizie sociali e nelle diseguaglianze messe in risalto dal momento tremendo. Ma sarà Massimo, come al solito, a mettere la parola fine a tutta l’intricata indagine, con tanta capacità di entrare in sintonia col prossimo, e un’arguzia in più che sorprende tutti.

Sono i giorni del Covid. Per la prima volta nei loro ottant’anni suonati, i Vecchietti del BarLume si sentono tali. Sono isolati e dubitano di avere ancora un futuro. Il tempo gli svanisce spulciando “ogni tipo di statistica sul virus esistente al mondo”. Il bancone di Massimo il Barrista, fino a ieri cabina della macchina del pettegolezzo investigativo, è vuoto di chiacchiere. Persino la mamma di Massimo, la Gigina, è ritornata a casa, un piccolo tormento in più nelle giornate di Massimo, e una voce spiritosa che si aggiunge al gruppo toscaneggiante; ingegnere geniale in giro per il mondo, con un intuito più acuto perfino del brillante figlio. Ma provvidenzialmente l’occasione “per non farsi i fatti loro” arriva. Alice, la vicequestora fidanzata del Barrista, bloccata in Calabria per un corso di aggiornamento per poliziotti, commette l’imprudenza di chiedere un’informazione innocua a uno dei vecchietti: quanto basta per insospettire la maldicenza e così scatenare i segugi venerandi. In Calabria c’è stata una strana doppia morte di due anziani coniugi. Lui, proprietario di una catena di pizzerie, è stato fulminato da una fucilata mentre era in coda al supermercato; forse criminalità organizzata. La moglie è morta per una ingestione di botulino. Anche se condannati a comunicare via computer e telefonini, per i vecchietti le coincidenze continuano a non esistere. Ritrovando il metodo confusionario che li ispira, il turpiloquio creativo, il dialogo immaginosamente sferzante, risolvono in smart working un intrigo a più piani. Ma usando anche tutta la pietà e la solidarietà sociale, che fu a lungo l’idea-forza di quella generazione.

Marvaldi ha curato l’introduzione del saggio: “Dante Alighieri. Tutte le opere” (Giunti).

Venerdì 29 ottobre ore 18.30, “Rockonti. Storie ai confini tra fantasia e realtà”.

Ventiquattro racconti fatti di musica e sogno. Così li descrive Massimo Bonelli: “Ho collaborato con centinaia di artisti e con loro ho vissuto momenti straordinari, avventure, successi e insuccessi. Non nego che molti di loro siano meno interessanti di quanto appaiano effettivamente; così, a volte, ho colorato la loro vita con un po’ di fantasia e, siccome lo dichiaro, nessuno mi può smentire. Ma qual è la realtà e quale la finzione? Da me non lo saprete mai. Preferisco sognare e farvi sognare”. Tra i protagonisti del libro: Bob Dylan, Paul McCartney, Rolling Stones, Bruce Springsteen, Pink Floyd, David Bowie, Limahl, Grace Slick, Joan Baez, Tom Morello, Grateful Dead, John Lennon, Jimi Hendrix, The Who, Pearl Jam, Lawrence Ferlinghetti, Queen – ma anche molti dei luoghi del rock: Woodstock, Ventura Highway, Londra, l’Hunky Dory, Monterey, San Francisco, New York, Milano e… Babbo Natale!

Si continua il 9 16 e 23 novembre con Heddi Goodrich, Oscar Farinetti e Franco Forte.

Il 9 novembre ore 16.30 Teatro dell’Opera del Casinò partecipa per la prima volta ai Martedì Letterari Heddi Goodrich, originaria di Washington D.C., si è laureata a Napoli, dove ha lavorato come insegnante d’inglese per qualche anno dopo aver completato gli studi. Vive in Nuova Zelanda, ad Auckland. Il suo romanzo d’esordio Perduti nei Quartieri Spagnoli, tradotto in tredici lingue, è stato un grande successo internazionale. Scrive in italiano. Presenta l’americana” (Giunti).

“Non lo so ancora, ma il fine settimana in cui Anita Palomba trova me, la sua figlia americana, è lo stesso in cui perde l’uomo della sua vita…” Frida ha sedici anni quando dall’Illinois approda a Castellammare di Stabia per uno scambio culturale. È un mondo di contrasti quello che la aspetta, un paesaggio in cui la schiuma bianca dell’acqua batte sulla sabbia nera vulcanica, in cui la roccia, gli alberi scuri del monte Faito incontrano il mare azzurro del golfo di Napoli, in cui la pastasciutta deborda dai negozi di Gragnano con le insegne schiarite dal troppo sole… È un mondo in cui gli opposti interagiscono e si completano, proprio come vuole il Tao: terra e acqua, giorno e notte, bene e male, italiano e dialetto. Un anno di scuola e di vita in una famiglia italiana rappresenteranno per lei una stagione di scoperte, di shock culturale, di entusiasmo, di amore, di dolore e di crescita, in un sovvertimento di sensi che, ancora una volta dopo Perduti nei Quartieri Spagnoli, affascina e spiazza il lettore italiano offrendo un punto di vista empatico, sorprendente, su di noi e sulle nostre vite.

Il 16 novembre ore 16.30 il Martedì Letterario si svolgerà nella cornice del Teatro Ariston. Oscar Farinetti, imprenditore e scrittore, fondatore di Eataly presenterà il suo ultimo libro: “Never Quiet. La mia storia (autorizzata malvolentieri)” (Rizzoli). Con lui il sindaco di Sanremo, Alberto Biancheri, l’imprenditore Franco Boeri, Marzia Taruffi, Walter Vachino, patron del Teatro Ariston.

Tra i suoi libri ricordiamo Storie di coraggio (2013), Mangia con il pane (2015), Ricordiamoci il futuro (2017), la raccolta di poesie Quasi (2018), Dialogo tra un cinico e un sognatore (2019) scritto con Piergiorgio Odifreddi, Breve storia dei sentimenti umani (2019) e Serendipity (2020).

Never Quiet. La mia storia (autorizzata malvolentieri) (Rizzoli).

Perché ci sentiamo sempre vittime di qualcun altro? Oscar Farinetti si è ribellato a tutto questo e nel libro che avete tra le mani racconta come ci è riuscito. Dai primi anni a fianco del padre fino alla sua rocambolesca esperienza da leader, ci mostra cosa significa per lui “fare impresa” con coraggio e quali sono i valori essenziali del buon “mercante”, ma anche cosa vuol dire scontrarsi con la burocrazia e come scegliere buoni compagni di viaggio. La storia di Oscar dimostra infatti quanto sia importante la squadra con cui si sceglie di lavorare, e i molti amici che sono ancora con lui e si divertono come matti quando lo vedono “intignarsi” in un nuovo progetto. Nel libro ci sono anche loro, ma c’è soprattutto l’accanimento lucido e irriverente di una scimmietta inquieta.

Termina la rassegna autunnale il 23 novembre nel Teatro del Casinò di Sanremo alle ore 16.30 Franco Forte con il volume “l’Uranio di Mussolini” (Mondadori). Nato a Milano nel 1962, giornalista professionista, scrittore, sceneggiatore e consulente editoriale, il Direttore Editoriale Mondadori. Ha pubblicato tra gli altri i romanzi “Cesare l’immortale” (Mondadori, 2016), “Caligola – Impero e Follia” (Mondadori, 2015), “Ira Domini – Sangue sui Navigli” (Mondadori, 2014), “Gengis Khan – Il figlio del cielo” (Mondadori, 2014), “Il segno dell’untore” (Mondadori, 2012), “Roma in fiamme” (Mondadori 2011), “I Bastioni del Coraggio” (Mondadori 2010), “Carthago” (Mondadori 2009), “Operazione Copernico” (Mondadori 2009), opzionato da Dino De Laurentiis per una riduzione cinematografica, “La Compagnia della Morte” (Mondadori 2009), “La stretta del Pitone” (Mursia 2005), “Il figlio del cielo”(Mondadori 2000), “L’orda d’oro” (Mondadori 2000), da cui ho tratto anche uno sceneggiato TV su Gengis Khan prodotto da Mediaset.

Per Mediaset ha scritto lle serie TV “Distretto di Polizia” e “RIS: Delitti imperfetti“, e ho scritto la sceneggiatura del film TV “Giulio Cesare”.

Come giornalista collaboro a diverse importanti testate, ho una rubrica settimanale di opinione sul quotidiano Il Cittadino e sono direttore responsabile della rivista “Writers Magazine Italia” e del “Delos Network”, il network di siti di Delos Books.

L’Uranio di Mussolini (Mondadori) vede la collaborazione di Vincenzo Vizzini.

Ragusa, 1934. Il commissario Vincenzo Ibla, investigatore all’apparenza indolente ma acuto osservatore, viene spedito sotto il sole di luglio alle cave di Spaccaforno: tra le rocce è stato rinvenuto un cadavere, ma è al confine di due giurisdizioni, e le rispettive questure sono già pronte a rimbalzarsi a vicenda la responsabilità delle indagini. Appena vede la salma, però, Ibla capisce che il caso è suo, perché la vittima è Vittorio Borgia, un suo vecchio compagno d’armi, ora miliziano fascista. Sembra un semplice omicidio passionale, ed è quindi con una certa sorpresa che il commissario apprende dell’imminente arrivo da Milano di un certo Franco Durante, un funzionario fascista che, pare, Mussolini in persona ha inviato a Ragusa per coadiuvarlo nella ricerca dell’assassino di Vittorio. Uomo del Nord tutto d’un pezzo, Durante segue con impazienza il lavoro di Ibla, che da parte sua ricambia con tutto il sospetto per un uomo di una cultura così lontana dalla Sicilia. Presto, però, i possibili moventi dietro l’omicidio di Vittorio raddoppiano e si ramificano verso mondi e intrighi sempre più oscuri e complessi, costringendo i due a proteggersi e sostenersi a vicenda, solo per scoprire che la combinazione delle loro peculiarità a prima vista incompatibili può rivelarsi la chiave per sciogliere l’enigma.

I Martedì Letterari danno appuntamento alla rassegna invernale.

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