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Tutelare, da un lato, la continuità aziendale delle attuali imprese, e dall’altro, consentire nuove iniziative imprenditoriali al fine di rispettare il principio di concorrenza chiesto dall’Europa. Questo, in sintesi, il difficile equilibrio da raggiungere sul tema delle concessioni balneari, la cui scadenza è stata fissata al 2023 (in seguito, lo ricordiamo, alla sentenza del Consiglio di Stato che lo scorso 9 novembre ha dichiarato l’illegittimità della proroga delle concessioni al 2033).

Entro lunedì prossimo, 10 gennaio, le associazioni sindacali dovranno trasmettere al governo un documento con le loro proposte, per contribuire alla stesura della norma che riforma il settore, e fornire i nomi dei tecnici da loro incaricati.

“Noi chiediamo una norma che certamente sia conforme a quello che dice la direttiva europea, però che salvaguardi almeno il valore della nostra azienda – dichiara Fabio Viale, presidente provinciale del SIB, il Sindacato dei Balneari della Confcommercio imperiese. – Chiediamo che le gare non vengano fatte su una base economica, quindi non con il canone a rialzo ma con canone fisso, e sui servizi; chiediamo inoltre che ci venga riconosciuta una peculiarità del nostro lavoro.

Qui, nel golfo dianese, ma in generale in Liguria, la maggior parte delle aziende sono formate da famiglie che sono qui da tanti anni, che hanno la loro unica forma di reddito, e che quindi si vedrebbero private del sostentamento vitale”.

L’intervista a Fabio Viale è visibile integralmente nel nostro videoservizio.

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