“La variazione di bilancio approvata lunedì sera in consiglio comunale è un documento tecnico, pieno di numeri che raccontano qualcosa di molto concreto: oltre 400.000 euro in più per la gestione dei rifiuti nel solo 2026. E raccontano anche dove sta andando questa città, e questa provincia e regione, sul tema più urgente e più trascurato della politica ambientale”, afferma la consigliera comunale del Partito Democratico di Imperia, Deborah Bellotti.
Secondo l’esponente dem, l’attuale modello di gestione non sarebbe efficace: “Da oltre dieci anni mi occupo di rifiuti e so bene che la strada è una sola: ridurre i rifiuti, differenziare e trattare bene, riciclare davvero. Il porta a porta non è solo una modalità di raccolta: è il sistema che produce le percentuali di differenziata più alte e soprattutto la qualità del rifiuto conferito più alta”.
Bellotti entra poi nel merito delle modalità di raccolta: “Da quando sono state introdotte le ISECO, sulla quantità e qualità del rifiuto conferito regna il silenzio. I dati non vengono pubblicati, le telecamere non si sa come funzionino davvero, le ISECO sono scomode per anziani, commercianti e turisti, mentre spostano sul cittadino un onere che prima era del gestore”.
“Risultato paradossale: il canone annuo a De Vizia è aumentato, paghiamo di più a un gestore che fa meno lavoro porta a porta, e nel frattempo la percentuale di raccolta differenziata è ferma al 68% da anni, quarta in Liguria, appena sopra il minimo di legge”, aggiunge.
La consigliera amplia poi lo sguardo al livello provinciale: “I +250.000 euro sulle spese di discarica non sono una voce tecnica: sono il prezzo, pagato dai contribuenti imperiesi, dell’assenza di un impianto di trattamento atteso da tredici anni”.
E sul progetto del biodigestore: “La risposta all’interrogazione del consigliere provinciale Cascino certifica qualcosa di molto serio: il concessionario non ha le risorse finanziarie per rispettare la scadenza del maggio 2027. La Provincia ha aperto la procedura con il Collegio Consultivo Tecnico per valutare responsabilità e possibile revoca della concessione”.
Bellotti richiama anche il livello europeo della vicenda: “Ho letto la convenzione dove si prevede che qualora il finanziamento PNRR venisse revocato per responsabilità del concedente, il concessionario avrebbe diritto alla revisione del piano economico-finanziario e sarebbe potenzialmente sollevato da responsabilità. I cittadini rischiano di pagare il conto ancora a lungo senza benefici reali”.
Infine, il tema regionale e il progetto del termovalorizzatore: “In consiglio regionale il PD ha chiesto nuovamente alla Regione Liguria di dimostrare con dati verificabili che il termovalorizzatore sia davvero necessario e conveniente”.
Richiamando le posizioni del consigliere regionale Andrea Orlando, Bellotti afferma: “Come ha più volte dichiarato l’ex ministro all’Ambiente, costruire un inceneritore è una scelta antistorica e antieconomica: una volta costruito, quell’impianto va alimentato, il che significa essere strutturalmente incentivati a produrre più rifiuti indifferenziati, non meno”.
“Eppure – aggiunge – la Regione ha già pubblicato il bando per un impianto da 300-380 milioni di euro, con gara prevista in autunno e obiettivo di assegnazione entro fine anno, mentre la Liguria rimane l’unica regione del nord Italia a non aver raggiunto nemmeno il target del 65% di raccolta differenziata”.
La chiusura è una proposta di metodo: “La strada è un’altra, ed è quella che le esperienze più virtuose d’Italia dimostrano da anni essere praticabile e conveniente. Porta a porta, tariffazione puntuale, analisi merceologiche pubbliche, centri del riuso, educazione ambientale continua e trasparenza totale dei dati”.
“Imperia merita di meglio: non comunicati che celebrano un 68% fermo da anni come un successo, non 400.000 euro in più senza che nessuno spieghi perché, non un inceneritore regionale da 380 milioni presentato come inevitabile senza mostrare i conti”, conclude Bellotti.








