mara lorenzi su rientro a scuola

Immagini Sars-CoV-2 tratte da NIAID

A tre giorni dalla ripartenza della scuola abbiamo fatto il punto con la professoressa Mara Lorenzi di Bordighera. Durante la sua vita professionale negli Stati Uniti si è occupata di ricerca sul diabete ed è stata per molti anni direttore di un laboratorio di ricerca ad Harvard.

“La riapertura delle scuole sarà un momento delicato dal punto della salute pubblica, perché i bambini sono spesso portatori asintomatici del virus e tendono ad avere un’alta carica virale soprattutto nei primi due giorni di infezione,” spiega Mara Lorenzi, aggiornata sugli ultimi studi e sulle ultime pubblicazioni scientifiche al riguardo.

Bambini e ragazzi apparentemente sani possono essere piccole bombe di contagio. In uno studio condotto in 33041 bambini lungo tutti gli Stati Uniti e pubblicato in JAMA Pediatrics il 25 Agosto 2020, la prevalenza di contagiati tra bambini senza sintomi era bassa, in media 0.65%, ma variava con l’incidenza settimanale di nuovi casi di COVID-19 nella popolazione della specifica zona,” spiega.

“Il concetto che il numero di bambini asintomatici ma contagiosi rifletta l’andamento dell’infezione nella popolazione generale – aggiunge – è un ulteriore incentivo a fare tutto il possibile per tenere basso il numero di contagi nella nostra zona. L’altra lezione pratica è che per evitare i contagi tra gli studenti misurare la temperatura e tenere a casa chi ha sintomi non è sufficiente, ma bisogna implementare per quanto possibile distanziamento e mascherina.”

“Un grande miglioramento dell’attuale situazione di incertezza arriverà con i test che identificano antigeni virali in modo rapido e a basso prezzo, e che saranno usabili a casa. Al mattino si farà il test con un piccolo campione di saliva, e il risultato ottenuto in pochi minuti ci dirà se la giornata potrà essere sociale o in quarantena. Ricordo di aver anticipato l’importanza dei test veloci fin da di maggio perché saranno il miglior presidio anti-contagio fino a quando non avremo un vaccino,” conclude.

L’intervista integrale è visibile nel video servizio a inizio articolo.