simona ferro

“I dipendenti della Regione Liguria sono un bene prezioso e la loro conoscenza della macchina amministrativa e burocratica non sempre si può trasferire in tempi rapidi. Quando un dipendente va in pensione con lui ‘vanno via’ competenze che non sempre possono essere reperite nell’immediato; per questo motivo grazie all’art. 5, comma 9 del DL 6 luglio 2012 e delle sue successive modifiche in legge, si può prolungare sino ad un massimo di 12 mesi la permanenza del personale in quiescenza, ma a titolo gratuito e con il solo rimborso delle spese sostenute. In questo contesto abbiamo voluto normare e mettere un tetto massimo al rimborso delle stesse”.

Così l’assessore al Personale della Liguria Simona Ferro ha spiegato i motivi per cui la Giunta regionale ha deciso di avvalersi di collaboratori volontari prevedendo un tetto massimo di 10mila euro per gli eventuali rimborsi delle spese di viaggio, vitto e alloggio: “L’incarico – prosegue l’assessore Ferro – era previsto da una norma vecchia di 9 anni che non dava, però, nessuna indicazione circa i rimborsi. Il mio approccio è sempre quello di normare ogni situazione; ritengo che porre alcune regole consenta a tutti di lavorare meglio, in maniera più efficace e nel massimo rispetto della trasparenza. Nel caso specifico abbiamo voluto mettere un tetto al limite dei rimborsi spesa dovuti a chi ha voluto donare ancora un anno di lavoro alla Liguria ed ai suoi cittadini”. 

Articolo precedenteImperia, non è balneabile il Parco Urbano
Articolo successivoDiano Marina: il museo civico del Lucus Bormani aderisce alle giornate europee dell’archeologia