Regionali, Chiappori: "Siamo stremati da una politica che non ha mai capito i bisogni dei cittadini. Portiamo idee nuove"

È stato ospite nei nostri studi, Giacomo Chiappori, sindaco di Diano Marina e candidato alla carica di presidente alle vicine elezioni regionali con il sostegno della lista Grande Liguria.

Negli scorsi giorni più volte ha dichiarato di voler portare una rivoluzione in Regione: “Una rivoluzione fatta di idee nuove e concretezza”. Critico, infatti, dell’operato e della gestione politica degli ultimi anni.

“Possiamo partire dai sondaggi di ieri. Ormai si fa campagna elettorale con i sondaggi,” commenta. “Su 12 mila persone contattate, se ne rispondono 2000 non puoi dare le percentuali. Se prendessi il 10% dei 10 mila che non hanno risposto? Questo è il modus operandi della campagna elettorale, si mettono sottotono i problemi che abbiamo, facendo passare un ponte crollato come un fiore all’occhiello nel rifarlo. Molti altri sono gli esempi. Si cerca sempre di mischiare la realtà.”

“Voglio rivolgermi agli abitanti della Liguria che hanno dei seri problemi a seguito di un lockdown mal gestito, un problema di autostrade e portualità mal gestito, una sanità mal gestita soprattutto nel Ponente, e possiamo continuare a lungo con l’elenco,” aggiunge.

“Ho acceso un faro per chi è deluso dalla politica – prosegue – e non va a votare da anni. Sono loro le persone a cui mi rivolgo. Siamo stremati da una politica che non ha mai capito i bisogni dei cittadini.”

Sul programma sono diversi i punti principali per rilanciare la Liguria secondo Chiappori: la fusione dei piccoli comuni, il riconoscimento della Liguria come regione a statuto speciale, promozione e turismo, sanità e infrastrutture.

“Abbiamo già pronta la legge per la richiesta dello statuto speciale. Poi dovremo concentrarci sui grandi drammi che abbiamo vissuto, in primis le infrastrutture. Basta inventarsi opere ancora da fare come la Carcare-Predosa o la Gronda. Certamente servirebbero, ma prima concentriamoci su quello che già c’è: il Tenda, la traforo Armo-Cantarana, il raddoppio ferroviario.”

L’intervista integrale è visibile a inizio articolo.