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“Sono stati cinque anni entusiasmanti sotto molti punti di vista”. Lo dice Gianni Berrino, assessore al Turismo della Regione Liguria, pronto a ripresentarsi per un secondo mandato a livello regionale.

“Il trend positivo si è interrotto con la pandemia – dice Berrino – ma nei quattro anni precedenti la crescita è stata ininterrotta e ha portato quasi 9 milioni di turisti in più rispetto al precedente quinquennio. Ciò significa un incremento di un miliardo di euro di giro d’affari complessivo per il comparto turistico ligure, più 16% del Pil generato dal turismo in Liguria”.

Risultati importanti per tutto il territorio e capaci di attivare un indotto per tutta l’economia locale.

“Anche i sei mesi precedenti l’inizio della crisi sanitaria – sottolinea l’Assessore – avevano fatto registrare una crescita esponenziale. Ciò dimostrato la validità della nostra politica sulla destagionalizzazione in tutta la regione e nel nostro estremo ponente. Il diffondersi del contagio non ci ha purtroppo permesso di migliorare i dati, ma in termini di arrivi e presenze la nostra Liguria sta andando molto bene grazie agli italiani ma anche francesi, austriaci e tedeschi che ci hanno scelto per le loro vacanze”.

A cavallo tra turismo e politiche del lavoro, due temi che hanno visto il grande impegno dell’assessore, Berrino accenna anche i risultati ottenuti con il patto per il lavoro nel turismo.

“Siamo stati innovativi per aver sottoscritto un patto per il lavoro nel turismo – precisa Gianni Berrino – d’accordo con le associazioni di categoria e le sigle sindacali che ha portato a sottoscrivere oltre tremila contratti per altrettanti posti di lavoro. E anche in questa estate con il Covid ne sono stati firmati 1.600 per lavori stagionali da quattro o cinque mesi negli stabilimenti balneari, bar, ristoranti, pizzerie, alberghi, campeggi, ovunque ce ne fosse bisogno”.

L’assessore regionale al Turismo Gianni Berrino conclude dicendo: “Abbiamo avviato una serie di iniziative e progetti che vanno completati con iniziative promozionali nel prossimo quinquennio se gli elettori ce lo permetteranno dandoci il loro voto

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