Referendum, il sindaco di Taggia Conio: "Risparmio Stato non passa da taglio suoi rappresentanti"

Il 20 e 21 settembre i cittadini saranno chiamati ad esprimersi sul referendum costituzionale riguardante il taglio dei parlamentari. Riviera Time, con una serie di interviste, ha deciso di chiedere un parere ad alcuni rappresentati e amministratori del Ponente ligure con lo scopo di creare un dibattito a livello locale sull’argomento.

Questa l’opinione del sindaco di Taggia, Mario Conio: “Ritengo che la rappresentatività sia estremamente importante. Non mi preoccupa il numero dei nostri parlamentari e senatori, perché ritengo corretto che tutti i territori abbiamo la giusta rappresentanza. Mi preoccupa, però, la qualità delle persone che ci rappresentano e in questi anni la politica ha dato segnali sconfortanti.”

“La politica – prosegue – dovrebbe essere accessibile a tutti. Restringere ulteriormente i numeri, soprattutto per territori fatti di numeri esigui come la Liguria, significherebbe rendere inaccessibile alla stragrande maggioranza delle persone la possibilità di correre per un ruolo così importante.”

Il primo cittadino aggiunge un altro aspetto significativo all’argomento: “Credo sia inoltre necessario che chi ci rappresenta a Roma sia realmente espressione del territorio. Troppo spesso abbiamo visto persone paracadutate dall’alto che si sono dimostrate interessate al territorio di riferimento solo in campagna elettorale. Una volta eletti non si sono più visti nel collegio che gli ha dato fiducia.”

Il risparmio dello Stato non passa attraverso il taglio dei suoi rappresentati ma da all’ottimizzazione di tanti servizi lavorando con profitto, impegno e serietà. È questo che chiedo,” conclude Conio.

Il quesito del referendum confermativo recita così:

“Approvate il testo della Legge Costituzionale concernente “Modifiche degli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari” approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – Serie generale – n. 240 del 12 ottobre 2019?”

Se vincerà il ‘sì’, i parlamentari passeranno dagli attuali 945 a 600. I deputati alla Camera passeranno da 630 a 400, mentre i senatori da 315 a 200. Essendo un referendum confermativo, non è previsto il raggiungimento del quorum.