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Nel mese di febbraio 2021 sono 30.173 le persone che hanno percepito il reddito di cittadinanza in Liguria. È quanto emerge dall’osservatorio nazionale Inps: complessivamente, i nuclei familiari coinvolti sono 15.199, per un importo medio mensile di 541,88 euro.

Su tutte le province liguri spicca quella di Imperia, dove l’importo medio arriva a 589,83 euro: la cifra più alta in tutte le province del nord e centro Italia. Qui il pagamento è stato percepito da quasi 6mila persone.

Per capirne di più abbiamo intervistato il segretario generale di Cgil Imperia, Fulvio Fellegara.

“Questo è un indicatore che ci preoccupa – spiega Fellegara – Imperia è una provincia con un oggettivo problema di povertà. Se al reddito di cittadinanza aggiungiamo anche le pensioni di cittadinanza, abbiamo una platea di circa 9mila persone che hanno percepito lo strumento. Sono il 4,33% della nostra popolazione. Nelle altre province liguri, a Genova sono 26mila (3%), La Spezia 5mila (2,5%), Savona 7mila (2,8%). A Imperia abbiamo un numero di percettori, quindi di poveri economicamente, molto superiore rispetto alle altre province liguri.

L’altro ragionamento riguarda la quantità: avere un assegno medio di 580 euro, confrontato con le altre tre province, significa che le persone dell’imperiese sono le più povere. Abbiamo più poveri e questi hanno un livello di povertà più elevato, due indicatori che preoccupano”.

Una situazione che riflette quella lavorativa: “Abbiamo avuto un calo nella disoccupazione, a seguito del lockdown, perché è aumentato il tasso di inattività, ossia le persone che non cercano più lavoro tramite i centri per l’impiego. Quindi la statistica risente di questo spostamento. Nonostante ciò, abbiamo ancora la percentuale di disoccupazione più alta della regione, il 9,99%, la percentuale di inattivi più elevata, il tasso di occupazione più basso e il tasso di disoccupazione più alto. Quattro indicatori che messi insieme agli elementi relativi alla povertà danno un quadro problematico, sapendo che il peggio, con lo sblocco dei licenziamenti, deve ancora arrivare”.

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