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Oggi è una data famosa, il 5 maggio: esattamente 200 anni fa moriva nel suo esilio sull’isola di Sant’Elena Napoleone Bonaparte, colui che in una manciata di anni aveva sconvolto le trame europee e gettato le basi della società odierna.

Lo ricordiamo raccontandovi un episodio che lo ha coinvolto nella nostra terra: era il 27 aprile 1794 e Napoleone era impegnato nella nota campagna d’Italia. La sua marcia era diretta verso Oneglia ma giunto a Taggia trovò un avversario degno di nota: il torrente Argentina, carico di piogge, bloccò l’esercito che non riuscì a guadarlo. Rimase allora per tre giorni nel borgo dove si narra che lasciò le sue posate personali, storia tramandata a lungo.

Quando finalmente le acque si calmarono permettendo il passaggio dell’artiglieria, Napoleone andò oltre il fiume incontro alla sua gloria. Ma non dimenticò.

Anni dopo infatti, alla cerimonia per l’annessione delle province liguri all’Impero, non appena udito il nome di Taggia, Bonaparte ricordò l’episodio e chiese notizie riguardo al corso d’acqua, promettendo un suo intervento per costruirvi degli argini.

Duecento anni dopo, Napoleone riposa. “Ei fu siccome immobile” scriveva Manzoni, mentre l’Argentina, come abbiamo visto nei recenti avvenimenti, non ha alcuna voglia di fermarsi.

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