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Il Sindaco Biancheri e la sanità ponentina chiedevano risposte e, nell’incontro odierno, qualcosa si è mosso. Ma basterà? In primis, è arrivato l’annuncio che dal primo febbraio 2024 verrà riaperto il punto nascite al ‘Borea’ di Sanremo con Ostetricia e Nido; rimarrà tale anche il punto di Imperia che annovererà inoltre Pediatria e Ginecologia.

Proposito che matura grazie soprattutto al ‘Gaslini diffuso’: entreranno in servizio 85 nuovi pediatri con il progetto ideato dal nosocomio infantile di Genova che darà nuove risorse umane anche al resto della regione.

Doppio punto nascite, in previsione dell’Ospedale Unico: allora l’assetto ponentino-centrale cambierà con point aperti a Taggia, Pietra Ligure e Savona. Ad ascoltare il presidente Toti, gli assessori Scajola e Grattarola oltre a Biancheri e Stucchi, in platea c’era il primo cittadino taggiasco Mario Conio tirato in ballo perché il prossimo 20 novembre, nel consiglio comunale, andrà a votazione la variante urbanistica che consentirà poi alla Regione di affidare i progetti, in vista dell’ Ospedale Unico.

“Oggi possiamo dire con certezza che dal 1° febbraio del 2024 riaprirà il punto nascita di Sanremo”. Così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti oggi a Sanremo insieme agli assessori alla Sanità Angelo Gratarola e all’Urbanistica Marco Scajola e al sindaco Alberto Biancheri.

“Il punto nascite di Sanremo è oggi struttura fondamentale e indispensabile – aggiunge Toti – anche per sopperire alle temporanee carenze legate all’incendio all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure. È chiaro che tutto questo poi avrà una conclusione nell’Ospedale Unico di Taggia, per il quale il 20 novembre approveremo la variante urbanistica per poi avviare la progettazione. Si tratta di risultati mai scontati in sanità, a causa della carenza di medici e di infermieri soprattutto in realtà periferiche lontane dalle Università. In questo caso, il combinato disposto dei bandi fatti per individuare il personale medico, della collaborazione con il Gaslini che sta prendendo sempre più terreno e dei concorsi fatti anche dall’ospedale pediatrico genovese per fornire questo servizio, ci consente di raggiungere questo traguardo”.

“Credo che sui temi sanitari la politica debba discutere di sanità, non di localizzazioni, bandierine o campanilismi: il tema vero – prosegue il presidente della Regione Liguria – è riuscire a fornire ai liguri un servizio sanitario sempre più efficiente da Ventimiglia a Sarzana, tenendo conto delle risorse, poche, soprattutto quelle umane, di cui disponiamo perché i professionisti scarseggiano e non si possono dividere in due. La politica deve affrontare con le disponibilità correnti al meglio che si può le esigenze dei territori, sapendo che per la moderna dottrina accorpare è meglio che dividere e che i grandi poli ospedalieri sono più efficaci, oltre che più sicuri, di quelli piccoli. Questo credo che ormai tutta la politica dovrebbe averlo imparato”.

“Da tempo l’amministrazione regionale lavora per la riapertura del punto nascita dell’ospedale Borea – ha detto l’assessore alla Sanità Angelo Gratarola. – Oggi, grazie alle sinergie messe in campo tra Asl 1 e Istituto Giannina Gaslini che, con il progetto ‘Gaslini diffuso’ ha la responsabilità nella copertura di tutta la componente pediatrica e neonatale del territorio, siamo in grado di poter annunciare che, con l’inizio del nuovo anno, si tornerà a nascere anche a Sanremo. Questo progetto scaturisce anche in virtù di proficue interlocuzioni con il Ministero della Salute a difesa dell’organizzazione e della numerosità dei punti nascita regionali. In Liguria ne erano previsti inizialmente otto, ma grazie ad una deroga concessa a seguito di comprovate motivazioni legate all’orografia del territorio, ne sono stati contemplati nove. Va sempre ricordato che i punti nascita devono rispettare parametri come il numero di parti, mai inferiore a 500, puntando alla cifra di mille come valore ottimale. Tali numeri sono legati a criteri di sicurezza per ciò che attiene la capacità dell’ospedale di rendere il parto sicuro e di far fronte alle eventuali complicanze sia nel neonato che nella madre”.

“Sanremo sta vivendo una stagione di investimenti straordinaria per oltre 150 milioni di euro che svilupperanno profondamente la città, con un orizzonte temporale che va sul 2030. Questa programmazione, frutto di un grande lavoro, di sacrifici e di impegno messo in campo in questi anni, abbraccerà tutti settori principali: scuole, frazioni, arredo urbano, ambiente, piazze, parcheggi, messa in sicurezza del territorio e grandi opere. In questo percorso di crescita di Sanremo, in cui il privato – che negli ultimi anni è tornato a credere fortemente nella nostra città e ad investire in essa – la Regione ci ha accompagnato in misura importante, rendendo possibili interventi molto attesi. Molte opere sono già partite, ad esempio i cantieri legati al Pnrr, altre si stanno sboccando, altre ancora partiranno con l’inizio dell’anno e indubbiamente dovranno essere proseguite dalla prossima amministrazione, qualunque essa sia. Del resto, credo che il compito di un buon amministratore sia quello di guardare lontano, con una visione che abbracci uno sviluppo sul medio-lungo”, ha commentato il sindaco di Sanremo Alberto Biancheri.

Sul tema della sanità territoriale il primo cittadino ha poi aggiunto: “La sanità da noi attraversa una fase delicata come in tutto il Paese. Credo servano interventi importanti da parte di Governo e Regione, anche nell’ottica di un cronoprogramma ben definito dell’Ospedale nuovo capace di attrarre una medicina di alto livello. Per quanto riguarda il Punto nascite, una battaglia che abbiamo portato avanti insieme a tutte le rappresentanze politiche a rivendicare quanto sempre promesso e dovuto, è importante che si riapra con alti standard qualitativi”.

Le interviste complete al presidente Toti, all’assessore Gratarola, al sindaco Biancheri e al dg di Asl1 Luca Stucchi nel video servizio a inizio articolo.