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“Noi giudichiamo i governi sugli atti. Avremo modo di esprimere un’opinione e di dare una nostra idea quando vedremo le scelte e cosa effettivamente verrà prodotto”. A dirlo Fulvio Fellegara, segretario provinciale di Cgil Imperia, nel commentare l’insediamento del suo nuovo Governo guidato da Mario Draghi.

“Un primo segnale concreto è che il premier in pectore, ancora quando era nel primo giro di consultazioni, ha scelto di incontrare le parti sociali e ascoltare Cgil, Cisl e Uil a livello nazionale – prosegue Fellegara.

Tra le nostre esigenza immediate c’è quella di mettere mano alla scadenza dello sblocco dei licenziamenti, scadrebbero infatti il 31 marzo. Il ministro designato al Lavoro Orlando ha di nuovo incontrato i sindacati ieri e ha potuto ascoltare le nostre richieste. Fermare lo sblocco dei licenziamenti sarebbe come disinnescare una bomba sociale. Anche in provincia di Imperia ci troveremmo davanti a un fenomeno preoccupante”.

Di pari passo con la proroga dello sblocco il rinnovo degli ammortizzatori sociali per le aziende: “Va prorogata la cassa integrazione per covid e tutti gli strumenti ordinari e in deroga – sottolinea. Servono per coprire i lavoratori e mantenere le imprese. In generale è però necessaria una riforma complessiva degli ammortizzatori in modo che si smetta di lavorare sulle deroghe quando arriva un’emergenza. Per non avere un Paese a tante velocità diverse, serve un ammortizzatore sociale universale”.

Fellegara ha infine commentato il brusco passaggio da giallo ad arancione della Liguria con diverse aperture di bar e ristoranti nonostante gli impedimenti: “Penso che sia un momento difficile e che chi ha grosse responsabilità nella gestione debba essere molto attento alle parole e alle conseguenze che provocano. Strillare e incitare le persone anche a non rispettare alcune norme è facilissimo. Poi queste persone, che sono le più deboli, hanno da pagare multe e ulteriori chiusure in prima persona. Detto questo i tempi di questa zona arancione sono stati notati da tutti. Si è arrivati alla vigilia di una festività a sospendere il lavoro. Si poteva fare qualche giorno prima o il giorno dopo. Chiediamo alla politica di essere più veloce e chiara”.