Promozione della musica popolare affidata a unica associazione: "Il bando condanna la Banda Città di Ventimiglia"

“Non capiamo perché il Comune abbia deciso di concedere a una sola delle due associazioni musicali della città di poter promuovere la cultura popolare e la musica bandistica. In questo modo l’amministrazione condanna a morte la Banda Città di Ventimiglia, una realtà con oltre 140 anni di storia.”

Con queste parole il presidente Fabio Cassini e la vicepresidente Diandra Di Franco commentano il bando per l’affidamento esclusivo a una sola associazione dell’esecuzione dei servizi e concerti musicali cittadini. Il bando è stato vinto recentemente dalla Filarmonica di Ventimiglia a cui è stato affidato il servizio con determina del 21 luglio. In assenza di un contributo e di una convenzione è di fatto preclusa alla banda cittadina di suonare sul territorio comunale.

Le due associazioni hanno convissuto insieme per 11 anni, da quando la Filarmonica è nata da una costola della nostra banda. Fin da subito abbiamo collaborato dividendo la sede, i concerti e i contributi del Comune. Non capiamo perché non si potesse andare avanti così. Comprendiamo le difficoltà economiche ma avrebbero potuto suddividere i contributi tra i due enti,” spiega Di Franco.

La Banda Città di Ventimiglia ha un legame forte con la città, un rapporto che si è instaurato durante gli oltre 140 anni di lavoro sul territorio. La prima testimonianza di un riconoscimento dell’ente da parte del Comune di Ventimiglia risale al 1877, ma testimonianze storiche rivelano che un gruppo era già presente in precedenza. Cassini e Di Franco commentano: “La banda può inoltre farsi vanto di essere una delle pochissime a livello nazionale ad avere una storia continuativa. Quale motivo c’era di affidare il compito di promuovere la cultura musicale popolare della città a una sola associazione quando è già presente una banda storica? Quale la necessità di affidare i concerti a un unico ente?”

I dubbi dell’associazione non arrivano solo ora, ad affidamento avvenuto. Tutte le loro perplessità erano già state comunicate all’amministrazione in una lettera datata 28 giugno 2020 sulla quale si legge“Scegliere un unico Ente riconosciuto dal Comune, e affidare unicamente a una delle Associazioni il contributo comunale e i servizi musicali, comporterebbe necessariamente un appiattimento della proposta musicale cittadina nonché un impoverimento dell’offerta sociale e culturale alla città creando a tutti gli effetti un polo unico di attrazione e l’esaurimento, sino alla morte, dell’altra associazione culturale.”

La lettera, con la quale si chiedeva all’amministrazione di ritirare la manifestazione di interesse, proseguendo come si è sempre fatto, non ha mai ricevuto una risposta, stando alle dichiarazioni del presidente e del vicepresidente della banda. 

“Senza nulla togliere al lavoro svolto dalla Filarmonica, nel bando è stata data pochissima rilevanza alla storia della nostra associazione. I nostri oltre 140 anni di storia ci hanno fatto guadagnare solo 2 punti in più rispetto alla Filarmonica che ha 11 anni di vita. Capite che se si vuole affidare il compito di tramandare e promuovere la cultura musicale, questo campo avrebbe forse dovuto pesare di più,” spiegano.

La Banda Città di Ventimiglia, inoltre, da anni svolge la sua attività formativa completamente a titolo gratuito. Dopo la nascita della Filarmonica Giovanile, la Banda Musicale Città di Ventimiglia, per rispetto, e per diversificare l’offerta sul territorio, non ha più creato una vera a propria scuola di musica a pagamento mensile ma si è invece voluta differenziare promuovendo borse di studio gratuite anche segnalate all’ufficio dei Servizi Sociali del nostro Comune.

I professori non percepiscono compensi e tutto il ricavato dei concerti viene utilizzato per sostenere l’associazione. Oltre a questo, da tempo la banda accoglie soggetti con disabilità in maniera professionale; Diandra Di Franco è infatti musicoterapista certificata.

“Per tre anni (il tempo previsto dal bando) non potremo suonare nella nostra città. Non riceveremo compensi dal Comune e questo ci condanna, precludendoci ogni futuro. È giusto che la gente sappia cosa sta succedendo. Non possiamo permettere che il 2020 rappresenti la morte della banda. Ci sentiamo l’onere di non interrompere una storia così profonda e importante per la città di confine,” aggiungono.

La speranza è quella che l’amministrazione capisca il valore di questa banda e accolga le nostre istanze. Aspettiamo un incontro e siamo disposti a sederci a un tavolo con il Comune e la Filarmonica così da trovare una soluzione che non precluda il futuro di una realtà, piuttosto che l’altra. La convivenza tra le due associazioni è possibile, così com’è stato dimostrato in questo ultimo decennio,” concludono.