giovanni toti

“Il lavoro Ăš una parte della nostra esistenza, dove si sviluppa la nostra personalitĂ , il luogo della creativitĂ , dell’impegno, dove si produce ricchezza per il nostro paese. Ma il mondo del lavoro Ăš anche quello che in questi mesi ha sofferto di piĂč e continua a soffrire di una situazione economica prima legata al Covid ora legata alla guerra. I dati della nostra regione ci parlano perĂČ di una ripresa. In Liguria tanti settori sono ripartiti, a cominciare dalla nautica, dal turismo, dai servizi, mentre l’artigianato che Ăš cresciuto piĂč che altrove. Ora possiamo tornare a guardare al futuro, con una prospettiva diversa rispetto a quella che avevamo due anni fa, con il Covid che ha costretto molte persone ad interrompere la propria attivitĂ . E il primo ringraziamento va a tutti coloro che in questi mesi hanno lavorato nella sanitĂ  per salvarci dal Covid e anche se era un loro compito non Ăš banale che sia stato fatto con grande abnegazione”. CosĂŹ il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti in occasione della festivitĂ  del primo maggio.

“Ora perĂČ dobbiamo impegnarci per migliorare la sicurezza sul lavoro – ha aggiunto il presidente della Regione – purtroppo gli incidenti e i morti sono ancora troppi, per incuria, per mancato rispetto delle regole perchĂ© dobbiamo investire ancora molto nella formazione, nella capacitĂ  di comportarsi con tutte le prudenze necessarie cosĂŹ come dobbiamo impegnarci perchĂ© tutte le aziende dalle piĂč piccole alle piĂč grande rispettino le regole con grande scrupolo. Ma dobbiamo impegnarci anche per proporre una seria programmazione, con una maggiore formazione professionale e con piĂč interazione tra scuola e università”.

“Il primo maggio – ha spiegato l’assessore al Lavoro – Ăš una data che ci impone di riflettere su molti temi. Tra questi anche quello del mercato del lavoro che deve avere sempre al centro il lavoratore. Abbiamo da fare passi in avanti importanti verso la paritĂ  di salario ed opportunitĂ  tra uomo e donna, cosĂŹ come dobbiamo impegnarci per agevolare l’ingresso dei piĂč giovani nel mondo del lavoro dando maggiori garanzie e contratti dignitosi. La globalizzazione ha portato le nostre aziende a dover competere con realtĂ  che, oltre ad avere un costo del lavoro molto piĂč basso, non rispettano neppure i piĂč basilari diritti dei lavoratori. Non Ăš inseguendo quei modelli che possiamo restare sul mercato ma, anzi, Ăš puntando maggiormente sulla qualitĂ  e su un rapporto di fidelizzazione tra impresa e lavoratore che potremo vincere la sfida, non dimenticando mai che la disoccupazione si combatte creando nuovi posti di lavoro”.