Curiosità - Presentato a Costarainera un volume dedicato alla storia del suo sanatorio

La tubercolosi, anche detta TBC, è una malattia infettiva causata da diversi tipi di micobatteri, la quale colpisce soprattutto i polmoni, causando dolori toracici e terribili tossi.

Fortunatamente, all’oggi, questo inesorabile male è stato per lo più sconfitto o addolcito nei Paesi occidentali, ma così non era all’inizio degli anni 30, quando a Costarainera (allora facente parte del Comune di Cipressa) venne fondato l’Istituto Sanatorio Giacomo Filippo Novaro.

La casa di cura era un’oasi di riposo e di cura per tutti coloro che si erano imbattuti nella sfortuna di contrarre la temuta infermità; realizzata dallo stesso Comune in collaborazione con l’Inps, viene ora raccontata nel volume “Il Sanatorio di Costarainera e il suo parco Terapeutico” dallo storico dell’arte Stefano Pirero.

La prima parte del titolo fa puramente riferimento all’avvincente storia dell’istituto, alle vicende legate alla sua realizzazione e al significato che essa ha avuto per la caratteristica cittadina ligure e per l’Imperiese; la seconda, in chiave chiaramente più moderna, ci racconta del nuovo progetto che il Dipartimento di Architettura e Design dell’Università di Genova sta attuando nel territorio che, allora, l’edificio di cura dominava.

Il progetto consiste nel recuperare oltre cinquemila metri quadri dello smeraldino parco, dove la natura, con i suoi colori e i suoi profumi, regna sovrana: pini marittimi, felci, palme e arbusti conferiscono alle limpide e arieggiate giornate liguri un carattere mediterraneo ed esotico allo stesso tempo.

Quale luogo più salubre per aprire un parco del benessere? Proprio in questo consiste l’idea del DAD genovese, un’area completamente dedicata a giochi sensoriali, fitness e discipline come lo yoga e il tai chi chuan, pratiche orientali volte all’acquisizione di una serenità e di una consapevolezza che solo luoghi come questo possono ispirare.

Se un tempo Costarainera significava una speranza di guarigione per i tubercolotici malcapitati, oggi può rappresentare per tutti noi una terapeutica macchia dove curare il nostro aspetto psico-fisico, grazie alla bellezza del territorio e delle lodevoli iniziative.