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Siamo nello splendido borgo di Molini di Prelà, nel cuore della val Prino. Dall’oratorio di San Giacinto un ripido carugio ci porta fino ad uno degli angoli più suggestivi di questa valle: il ponte di Cà Sottane. Attraversiamo questo monumento sostando sotto le verdi fronde che si perdono nel torrente. Si riparte verso la nostra meta: case Stonzo.

Una breve mulattiera circondata dai colori di inizio primavera ci regala la prima sorpresa: su di un placido pianoro troviamo i ruderi della chiesa di San Luca che riposano in mezzo ad un frutteto; l’edificio, infestato da rovi e rampicanti, è quasi invisibile ma la facciata dalle larghe pietre squadrate rivela ancora la sua anima romanica. Un’intera borgata sorgeva qui attorno ma è andata perduta nel tempo.

La stessa sorte toccata alla nostra meta: ci inerpichiamo ancora tra ulivi e pietre accompagnati dal sole primaverile. Ecco finalmente sbucare a fatica dalla vegetazione le tracce della borgata Stonzo, rovine che a stento riescono a farsi largo tra l’edera e gli ulivi che la reclamano. La zona venne abbandonata all’inizio del ‘500 a favore di Molini e alcune leggende narrano a causa di un’invasione di formiche “argentine”, storia ricorrente per molti altri luoghi del Ponente.

Di case Stonzo resta davvero poco, se non il fascino malinconico generato dalla rovina, dal ricordo, dall’immaginare questo luogo pieno di vita. Un altro prezioso angolo di Liguria da non dimenticare.

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