Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa a firma Deborah Bellotti, consigliera di minoranza del PD Imperia:
“Sollevare dubbi sulle scelte dell’amministrazione non significa opporsi all’opera del porto turistico di Porto Maurizio, come invece è stato pretestuosamente ripetuto dalla maggioranza nel Consiglio comunale di ieri. Lo ribadisco: vogliamo che il porto venga completato, piĂą di chiunque, perchĂ© questa cittĂ ha giĂ pagato abbastanza per un’opera rimasta a metĂ . Proprio per questo chiediamo come verrĂ completato e a carico di chi.
La delibera di ieri chiede a Marina di Imperia di mettere a gara quasi tutto il porto, specchio acqueo, moli e lotti a terra, per affidarlo a un unico operatore privato. A Marina di Imperia, cioè al Comune che ne è socio al 100%, restano la nautica sociale, Calata Anselmi e la Banchina Medaglie d’Oro, la parte del porto che rende meno, insieme alla titolaritĂ della concessione e alla responsabilitĂ economica dell’intera operazione. Se la societĂ va in perdita a causa del privato, quella perdita ricade sul bilancio comunale, cioè sui cittadini.
Marina di Imperia ha avuto la concessione in affidamento diretto proprio perchĂ© è una societĂ pubblica. Se la gestione passa quasi tutta a un privato, cosa resta del controllo pubblico? La Corte dei Conti, nel parere chiesto dall’amministrazione, ha posto condizioni precise: la societĂ deve restare il centro direzionale dell’operazione, deve mantenerne la responsabilitĂ unitaria, e la scelta deve essere motivata sulla congruitĂ economica e sugli equilibri della societĂ . Con quali strumenti? Si è parlato di un ufficio di alta vigilanza e di obblighi di rendicontazione, cioè di clausole di un contratto tutto da fare e, poi, da monitorare con estrema cautela. Ieri il Sindaco ha raccontato che uno degli operatori aveva offerto a Marina di Imperia una forte somma anticipata, lasciando alla societĂ il compito di costruire le opere a terra, e di aver rinunciato perchĂ© nĂ© la societĂ nĂ© il Comune hanno la struttura per gestire cifre di questo genere. Eppure, è questa stessa societĂ che dovrĂ dirigere e controllare per decenni un grande operatore privato.
In aula è stato anche detto che gli extra-profitti non esistono. In poco tempo, a detta della stessa amministrazione, il mercato è cambiato al punto da rendere superato il piano su cui si basava il progetto. E poichĂ© la delibera consente all’operatore di modificare il progetto, dopo l’aggiudicazione possono aprirsi scenari oggi imprevedibili, e la possibilitĂ di extra-guadagni è concreta. Il canone dovuto dal privato, invece, anche se offerto al rialzo in gara, resta quello fissato in quella sede. Di un canone misto, con una parte legata ai ricavi che permetterebbe alla cittĂ di partecipare ai guadagni, non si è parlato. Quindi, se la gestione va male paga il Comune; se va meglio del previsto, i maggiori guadagni restano al privato.
Tutto questo è stato votato senza il piano economico-finanziario. In aula il Sindaco ha dichiarato che il PEF è già pronto, e che è stato tenuto fuori dalla delibera. Il Consiglio ha quindi fissato indirizzi vincolanti senza poter vedere numeri che esistono già .
Lo scorso dicembre abbiamo detto che il porto è della cittĂ , non di chi ne detiene la concessione. Con questi indirizzi, al Comune restano la titolaritĂ e il rischio, e al privato andrĂ tutto il resto”.







