A due settimane dalla partenza del porta a porta a Imperia, molti sono i dubbi e le preoccupazioni che ancora permangono in numerosi cittadini.

La rivoluzione nel sistema di raccolta rifiuti nella città capoluogo prenderà il via il 1° febbraio e sarà gestita dalla ditta Teknoservice.

Negli annunci, il sindaco Claudio Scajola ha più volte ribadito che verrà raggiunto il 65% di differenziata entro marzo, partendo da un dato del 36%. Un risultato che sembra quanto mai difficile da traguardare considerando soprattutto la vastità e la complessità del territorio in questione.

Le tempistiche di realizzazione peraltro non sembrano confortanti.

Per capire la situazione a meno di 15 giorni dal nuovo servizio, Riviera Time ha intervistato alcuni dei principali amministratori di condominio della città. I condomini rappresentano, infatti, la più alta concentrazione di unità abitative di Imperia.

Senza mezzi termini il commento di Michele Parisi: “Sono favorevole alla raccolta porta a porta. Do la mia massima collaborazione perché il progetto arrivi a buon fine; ma non così. La situazione attuale è inaccettabile. In 15 giorni non siamo in grado di poter radicare sul territorio una soluzione efficace senza creare pesanti disagi.”

L’organizzazione – continua – è insufficiente. Si è voluto fare tutto in poco tempo e ora sono troppi i dubbi. Chiedo all’amministrazione e alla Teknoservice una proroga sui tempi. Abbiamo bisogno di una tempistica più ampia.”

Stando alle dichiarazioni di Parisi, sono stati solamente due gli incontri tra l’amministrazione, la ditta e gli amministratori immobiliari: uno a fine novembre e uno a fine dicembre. “Durante queste riunioni sono stati dati dei riferimenti solo per sommi capi,” spiega Parisi.

Ora, a pochissimi giorni dal porta a porta, sorgo i dubbi e le problematiche. “Ad esempio non è ancora chiaro, in alcune situazioni, se la raccolta verrà effettuata con i mastelli singoli o con i carrellati condominiali,” prosegue l’amministratore.

Inoltre, sussiste il problema degli spazi. “Se i condomini dovranno ospitare i contenitori su loro aree interne, dove spesso non vi sono spazi a sufficienza, come ci si deve comportare?”

Perplessità giungono anche dall’amministratore di condominio Emilio Ramoino: “Ho effettuato sopralluoghi con la Teknoservice per vedere dove verranno sistemati i bidoni nelle varie zone della città, soprattutto per quanto riguarda i palazzi storici e di pregio. Al momento non si hanno ancora risposte certe.”

Oltre all’aspetto pratico, anche diversi problemi legati alle sanzioni. “Non è ancora stato possibile produrre e quindi distribuire ai condomini le chiavi dei cassonetti, dato che le serrature verranno montate solamente a fine febbraio, con il problema di avere i cassonetti aperti almeno per il primo mese,” sottolinea Carlo Folco, amministratore di condominio.

“Con i cassonetti aperti – conclude – nasce il problema nell’attribuzione delle responsabilità nei confronti di eventuali soggetti da sanzionare in caso di scorretto conferimento dei rifiuti”.

Con l’avvicinarsi del porta a porta, aumentano anche i dibattiti tra maggioranza e opposizione in Consiglio comunale. Il consigliere di Imperia al Centro, Guido Abbo, esprime la propria preoccupazione sull’ipotesi che vengano tolti i cassonetti tradizionali in città già dal primo marzo. “Si possano verificare pesanti disagi e confusione,” afferma in un comunicato stampa.

“Il rischio di un porta a porta così improvvisato e confuso è che i cittadini lo percepiscano come una grossa scocciatura, anziché come il modo migliore per prenderci cura, tutti insieme, del nostro ambiente. Temiamo che partire in questo modo possa portare più danni che benefici”, spiega Abbo.

“Riteniamo – prosegue – che la raccolta rifiuti, e il passaggio al porta a porta, vadano affrontati soprattutto come un problema di cultura, e per ottenere un cambiamento culturale è necessario informare, educare e convincere i cittadini, con pazienza e fermezza, e soprattutto è necessario pianificare nel dettaglio le azioni che ognuno di loro dovrà eseguire, e spiegarle compiutamente. Un tale processo richiede tempo”.

Nella risposta al consigliere Abbo, i capigruppo di maggioranza hanno tentato di rassicurare i cittadini dando, però, poche delucidazioni: “La scelta di adottare il sistema di raccolta dei rifiuti porta a porta non è stata dettata dalla fretta ma dalla necessità di recuperare il tempo perso”.

Sta di fatto però che, dai dubbi e dalle questioni non risolte, la fretta nell’attuare questo nuovo servizio in realtà sembra esserci stata.

Insomma, in una cittadina che proviene da una storia difficile nel campo dell’igiene urbana, la data del primo febbraio sembra una miccia a ‘lento’ consumo pronta a far esplodere lamentele e problematiche varie.

Nel video di Riviera Time l’amministratore immobiliare Michele Parisi fa il punto della situazione.