Tanti italiani sono fermi, al palo. Non si lavora, non si può lavorare, non si possono fare attività che al momento risultano pericolose. Si capisce, si resiste, ma inizia il tempo del bisogno. C’è chi invece continua a lavorare, anche perché assicura servizi di base. Le aziende alimentari, per esempio. È il caso di Isnardi, realtà olearia radicata ormai in valle Impero, a Pontedassio, da quasi trent’anni.

Lì, ora, c’è gente che lavora, tutti i giorni, per assicurare le forniture alla filiera alimentare. E tutti, sentendosi privilegiati, in quanto lavoratori attivi, hanno preso una decisione: togliere qualcosa al loro stipendio per dare qualcosa a chi stipendio non ha. Nasce così l’iniziativa dei venti dipendenti Isnardi che hanno disposto in breve tempo generi di prima necessità come pasta, zucchero, fette biscottate e grissini. Ben cento confezioni destinate al Comune di Pontedassio, che si attiverà per farle arrivare ai nuclei familiari bisognosi sul territorio.

Il bel regalo è stato arricchito dalla stessa famiglia Isnardi con due bottiglie d’olio per pacco e dalla vicina ditta Alberti con 200 litri di latte.

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