viaggio all'interno del Casinò di Sanremo. Battistoti: "Pronti a ripartire, aspettiamo solo l'okay"

Da quasi una settimana il Casinò di Sanremo è pronto a riaprire le sue sale da gioco dopo il lungo periodo di chiusura iniziato lo scorso 8 marzo con l’imposizione del primo Dpcm.

“Siamo solo in attesa dell’autorizzazione ad aprire – dice il Presidente del Cda Adriano Battistotti – e a nostro parere l’okay dovrebbe darcelo il Presidente della Regione Liguria secondo quanto annunciato nell’ultimo Dpcm del 17 maggio in cui viene data la possibilità ai presidenti delle varie regioni di adottare misure derogatorie, migliorative e che consentono l’apertura di determinate attività in quelle zone dove vengono riscontrati miglioramenti di natura sanitaria. Allo stesso modo viene loro consentito di adottare restrizioni se lo ritenessero necessario per la salute pubblica. Al presidente Toti abbiamo già fatto presente che qui da noi ci sono tutte le condizioni di assoluta sicurezza e di prevenzione anti-contagio. Ci siamo attenuti rigorosamente alle linee guida nazionali, documenti molto corposi che hanno già ottenuto parere positivo dall’Asl”.

“Non abbiamo lesinato nel preparare la casa da gioco nel modo migliore possibile – sottolinea Battistotti – abbiamo acquistato tre termoscanner per la misurazione della temperatura corporea di chiunque metta piede all’interno dell’edificio: clienti, fornitori, visitatori e tutto il nostro personale. A disposizione ci sono mascherine, guanti con l’obbligo di indossarli, gel igienizzante, igienizzazione continua delle postazioni e degli strumenti di gioco e abbiamo inserito divisori in plexiglas ad ogni tavolo, sia delle roulette che delle carte, per garantire il distanziamento dei giocatori che del nostro personale limitando ad un massimo di quattro clienti i posti disponibili ovunque. Nella grande sala dedicata alle slot-machines abbiamo adottato il sistema a scacchiera, una accesa ed una no, passando da circa 450 macchine ad un po’ meno della metà. Nonostante l’inserimento dei divisori, l’impatto non toglie quasi nulla all’eleganza delle nostre sale, e devo ringraziare tutti i nostri ‘quadri’ e i nostri impiegati che hanno contribuito a trovare le soluzioni migliori dimostrando grande attaccamento all’azienda, e un grazie all’Ad Giancarlo Ghinamo e alla consigliera Barbara Biale che non si sono mai tirati indietro quando ci si doveva riunire, spesso fuori orario e molto spesso di sabato e domenica. Adesso siamo molto fiduciosi perché più di così non potevamo fare”.

I sindacati hanno condiviso la nostra impostazione generale – spiega il Presidente del Cda – sui due temi base: l’aspetto sanitario e la riorganizzazione del lavoro sul gioco. Loro hanno partecipato alle riunioni e ci hanno anche fatto i complimenti dato che le nostre linee guida sono state poi adottate da altre realtà simili”.

I nostri 230 dipendenti dopo aver finito di smaltire le ferie o altre forme che consentivano di mantenere inalterato lo stipendio, adesso sono al 90% in regime di fondo integrativo salariale, quindi prendono meno di 1.000 euro netti al mese, un sacrificio necessario e che è stato accolto certo con amarezza ma anche con molta ragionevolezza e condivisione. Anche per loro e per il loro atteggiamento comprensivo vogliamo riaprire prima possibile”.

“Questo casinò – conferma Battistotti – incassa mediamente circa 110.000 euro al giorno, una cifra che deve fare i conti anche con tante spese accessorie come le ospitalità che è un costo che evidentemente non abbiamo dovuto sopportare stando chiusi. Ma è chiaro che gli incassi ci mancano come mancano alle casse del Comune e di conseguenza alla cittadinanza. Restiamo ottimisti per un’apertura che ci sia consentita prima del via libera tra le regioni e le nazioni per farci trovare veramente pronti ad accogliere tutti anche perchè la nostra clientela non è certo in maggioranza locale o regionale”.

“Proprio per questi motivi a spingere per una ripartenza c’è il sindaco Alberto Biancheri con il quale abbiamo sempre dialogato giornalmente. Lui si è speso personalmente con il governatore Toti e stiamo ragionando febbrilmente in questi minuti sulle possibilità di riaprire che possono esserci, magari non nel giro di poche ore ma di qualche giorno si. Ci sono tutte le chance giuridiche dalla nostra parte, aspettiamo fiduciosi. Anche il nostro gestore di bar e ristorante Elior che ha ottenuto la possibilità di aprire prima di noi ci sta aspettando e nel frattempo studiamo insieme formule, anche sugli eventi, che vadano bene e che comunque non potranno essere uguali a quelle di prima della chiusura, soprattutto pensando a quel periodo magico delle settimane festivaliere, solo pochi giorni prima del lockdown”.

“Il gioco online non l’abbiamo mai lasciato – dice Adriano Battistotti – e ci ha consentito un incasso di circa 200.000 euro al mese che non è poco. Da qualche giorno abbiamo affiancato anche la ‘roulette live’ con un croupier in carne ed ossa che fa girare la pallina da un nostro tavolo nella Sala Privata ed è visibile in diretta per tutti quelli che vogliono puntare. Resta il Roof Garden che è in gestione ad Elior, è un bellissimo spazio all’aperto, ci consente di rispettare i distanziamenti, è un vantaggio per noi avercelo e stiamo pensando di organizzarci qualche evento particolare”.

Tutto pronto quindi, si aspetta solo il via libera per tornare a vedere vivere i tavoli verdi del Casinò di Sanremo.