Primo Piano - centrale idroelettrica pigna rio carne

A Pigna, nell’alta Val Nervia, sta continuando la battaglia per salvare il Rio Carne dalla costruzione di una mini centrale idroelettrica voluta dalla società “Remna”.

La costruzione della struttura avrebbe conseguenze molto importanti e dannose per il territorio e per il patrimonio naturalistico di questa zona incantata, dove sorgono dei laghetti naturali che tutti gli anni attirano centinaia di turisti e non solo.

Per costruire la centrale il progetto prevede lo smantellamento della roccia per costruire la briglia, che metterebbe in secca 600 metri di torrente a valle, con tutte le sue conseguenze, tra cui la morte di tutte le specie ittiche e in particolare il gambero di fiume, specie di pregio e protetto da una direttiva comunitaria.

Il Comune di Pigna, trainato dal nuovo sindaco Roberto Trutalli, insieme al comitato “Amici del Rio Carne“, si sta muovendo per impedirne la costruzione: “Noi siamo intervenuti in una fase in cui mancava ancora l’autorizzazione alla derivazione. Tutta la procedura era talmente semplificata che erano le Province a concedere le autorizzazioni e lo facevano tramite una Conferenza dei Servizi”.

Due le Conferenze convocate negli anni, una per acquisire la documentazione e una per deliberare, e a nessuna delle due il Comune di Pigna aveva partecipato: “Questo è stato un silenzio assenso. Ora noi siamo subentrati in un momento in cui la legge Delrio toglie alle Province la competenza riguardo alle derivazioni idriche, passandola alle Regioni e noi ci siamo infilati lì. Insieme al Comitato stiamo controbattendo ad ognuna delle relazioni che accompagnano il progetto”.

Per il momento, l’unico intervento che ha contrastato il provvedimento è stato quello della Soprintendenza, intervenuta per la tutela del Ponte Romanico: “È stata avviata la procedura e ci è stata data una temporaneità di quattro mesi per riconoscerlo come monumento nazionale e qui la Soprintendenza ha posto un vincolo e noi stiamo facendo ulteriori rilievi”.

Questi rilievi saranno presentati in un’ulteriore udienza in programma per l’11 settembre al Tsap di Roma, Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, e un’altra il 25 settembre, che riguarderà la concessione idrica: “Io ad oggi credo che loro non avessero preventivato una reazione così potente da parte nostra, attraverso i mass media e gli uffici. Privarsi di una realtà come questa vuol dire commettere un crimine”.

La centrale, oltre che deturpare il patrimonio naturale del territorio, secondo il Comune servirebbe a ben poco: “Non esiste una resa costante, per cui non si possono stabilire kilowatt. Qui se vengono delle piogge intense viene sommerso dall’acqua. Il bacino imbrifero del Rio Carne è di solamente 13 km quadrati ed ha una precipitazione che passa dai 1300 a 250 mt in brevissimo tempo. A valle morirebbero 600 mt di torrente. Si sta facendo una devastazione che non ha eguali nella storia delle nostre valli”.

“Io come sindaco e come cittadino bloccherò tutto quello che c’è da bloccare”, conclude il primo cittadino.