Ă stato approvato oggi dalla Giunta regionale in prima bozza il Piano Socio Sanitario 2023-2025. Si tratta del documento di programmazione delle attivitĂ territoriali e ospedaliere per ciĂČ che attiene gli aspetti sanitari e socio sanitari per tutta la Liguria: rappresenta lo strumento di programmazione strategica e di definizione degli obiettivi della sanitĂ pubblica e costituisce, insieme ai Piani Organizzativi Aziendali (POA) e i documenti di interlocuzione con il ministro della Salute sul DM70 e DM77, il pilastro dellâarchitettura del sistema sanitario regionale.
âQuello di oggi Ăš il primo step formale importante â dichiara il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti â verso lâiter di perfezionamento e definitiva approvazione in Consiglio regionale. Nei prossimi giorni questa bozza del Piano socio sanitario verrĂ inviato al ministero della Salute, a cui abbiamo anticipato i contenuti parlando con il ministro Schillaci. Aspetteremo le deroghe, sia a livello nazionale che regionale, per le autorizzazioni; lâassessore alla SanitĂ Gratarola aprirĂ quindi la fase di confronto in tutta la Liguria con i sindaci dei distretti sociosanitari, FedersanitĂ e con tutti gli stakeholder per ascoltarli, illustrare i dettagli e recepire suggerimenti e osservazioni da portare in Consiglio regionale. Si tratta di un iter complesso, in cui si inseriscono anche il PNRR, con le Case della Salute e gli ospedali di ComunitĂ e le Centrali operative territoriali, il piano di edilizia ospedaliera pubblica finanziata anche da Inail, la riforma della professione medica, lâaumento del personale sanitarioâ.
âLâobiettivo condiviso – conclude – Ăš quello di offrire ai liguri una sanitĂ piĂč efficace, garantendo ai pazienti una migliore assistenza, da un lato con prestazioni piĂč vicine a casa per quanto riguarda la bassa complessitĂ e dallâaltro con cure specialistiche per le patologie complesse nei centri ospedalieri maggiormente allâavanguardia anche dal punto di vista della ricerca scientifica, in una logica di hub e spoke, facendo tesoro dellâesperienza, anche molto dolorosa, della pandemiaâ.
“Il Piano Socio Sanitario 2023-2025 – sottolinea lâassessore alla SanitĂ Angelo Gratarola – nasce utilizzando due fondamentali assetti normativi: da un lato il Decreto Ministeriale 77 che riorganizza lâassistenza territoriale attraverso Ospedali di ComunitĂ , Case di ComunitĂ e Centrali Operative Territoriali; dall’altro il Decreto Ministeriale 70 del 2015, piĂč noto come Decreto Balduzzi, che disciplina il numero delle unitĂ operative all’interno degli ospedali e delle aziende sanitarie. Attraverso lâapplicazione di queste normative si genererĂ il rafforzamento del territorio che prenderĂ in carico il paziente per le patologie croniche e non urgenti. Lâurgenza e le complessitĂ piĂč elevate saranno invece di pertinenza delle strutture ospedaliere. Il piano nasce in un momento di estrema crisi della sanitĂ italiana e internazionale. Vi Ăš una grande carenza di personale sanitario generato da una minore appetibilitĂ di alcune discipline mediche accanto ad una non puntuale programmazione dei fabbisogni che trova le sue origini indietro nel tempo. Il Covid ha ulteriormente accelerato il processo di uscita di molte professionalitĂ dal mondo sanitario rendendo piĂč lo stesso piĂč fragile. Non sono esenti da difficoltĂ i medici di famiglia, la continuitĂ assistenziale e i pediatri di libera scelta che vedono scendere il numero dei professionisti soprattutto nelle aree interne della regione lasciando molti territori carenti. La grande scommessa del sistema, che con la Regione coinvolge tutte le figure sanitarie, Ăš dunque quella di fare economie di scala ovvero generare sinergie tra le strutture attraverso i dipartimenti interaziendali, perseguire politiche di appropriatezza delle prestazioni, favorire nellâambito della medicina territoriale le aggregazioni funzionali (AFT). Risulta cosĂŹ ancor piĂč necessario lâimpiego della telemedicina attraverso tecnologie ormai consolidate in grado di fornire dati e parametri sufficienti a poter garantire al curante una valutazione anche a distanza. Da tempo si parla di integrazione ospedale-territorio, questa Ăš lâoccasione unica per mettere definitivamente a terra questo legame garantendo da un lato le necessitĂ del cittadino nelle malattie croniche e dallâaltro la missione degli ospedali per il trattamento delle forme acute per le grandi patologie”.
âIl piano prevede alcune grandi trasformazioni: innanzitutto la rivoluzione della visione del territorio e della sua mission, con una completa riorganizzazione dellâofferta – dichiara il direttore generale di Alisa Filippo Ansaldi. – Per quanto riguarda il rapporto con il cittadino, si passa da una offerta basata su diagnosi e cura a una presa in carico globale di tutti i bisogni sociali, sociosanitari e sanitari. Ă prevista la semplificazione degli accessi alle cure e ai servizi, con punti unici di accesso a livello della rete di prossimitĂ , che rappresenta il cardine della rivoluzione del territorio e il suo principale strumento. Lâobiettivo Ăš quello di garantire un percorso omogeneo e il migliore possibile per il cittadino stesso. Gli strumenti organizzativi in campo sono il distretto e la rete di prossimitĂ (case di comunitĂ , ospedali di comunitĂ , centrali operative territoriali, il coinvolgimento dei medici di medicina generale). Tutto questo avverrĂ con una innovazione del sistema informativo, per garantire una definizione real-time dei bisogni dei cittadini e assicurare una pronta risposta. Alcuni di questi sistemi di monitoraggio sono giĂ attivi, come quello legato allâemergenza-urgenza. CâĂš poi tutta la parte legata ai nuovi ospedali: tre nuovi ospedali pubblici: a levante, a ponente e in area metropolitana genovese. CâĂš una ridefinizione dellâofferta: la costruzione dei nuovi ospedali garantirĂ maggiore efficacia, piĂč efficienza e il rispetto completo degli standard prevista dal DM70â.
Di seguito i principali punti del Piano Socio Sanitario 2023-2025
PRONTO SOCCORSO
Una regione, due modelli: la Liguria Ăš caratterizzata da un dualismo geomorfologico che rende complessa la mobilitĂ e genera importanti problematiche nella viabilitĂ nelle aree montane rispetto alla zona costiera. Ecco dunque due modelli organizzativi a geometria variabile per riequilibrare gli sbilanciamenti tra lâarea metropolitana e le âaliâ (Ponente e Levante).
Nell’articolazione della rete emergenziale ligure ecco cosa Ăš previsto Asl per Asl:
ASL 1
DEA Primo Livello: Ospedale di Sanremo
Pronto soccorso: Ospedale di Bordighera, Ospedale di Imperia
ASL 2
DEA Secondo Livello: Ospedale di Pietra Ligure
DEA Primo Livello: Ospedale di Savona
ASL 3
DEA Secondo Livello: IRCCS Policlinico San Martino
DEA Secondo Livello: IRCCS Pediatrico Ist.G.Gaslini
DEA Primo Livello: Ospedale Villa Scassi, E.O. Galliera
Pronto Soccorso: Ospedale Evangelico Internazionale
ASL 4
DEA Primo Livello: Ospedale di Lavagna
ASL 5
DEA Primo Livello: Ospedale di La Spezia
Pronto Soccorso: Ospedale di Sarzana
Articolazione del sistema con la rete dei PPI-Punti di Primo Intervento:
ASL 2: Santa Maria della Misericordia-Albenga (SV), San Giuseppe-Cairo Montenotte (SV)
ASL 3: Gallino-Genova Pontedecimo, Padre Antero Micone-Genova Sestri Ponente
ASL 5: San NicolĂČ-Levanto (SP)
Il DEA, Dipartimento di Emergenza Urgenza e Accettazione, rappresenta unâaggregazione funzionale di unitĂ operative che mantengono la propria autonomia e responsabilitĂ clinico-assistenziale, ma che riconoscono lâinterdipendenza adottando un comune codice di comportamento assistenziale, al fine di assicurare, in collegamento con le strutture operanti sul territorio, una risposta rapida e completa. I DEA afferiscono a due livelli di complessitĂ , in base alle UnitĂ operative che li compongono: DEA di I livello e DEA di II livello.
DEA I LIVELLO
La struttura ospedaliera sede di DEA di I livello (spoke) esegue tutti gli interventi previsti per l’ospedale sede di pronto soccorso e svolge funzioni di accettazione in emergenza urgenza per patologie di maggiore complessitĂ .
DEA II LIVELLO
Assicura, oltre alle prestazioni fornite dal DEA I livello, le funzioni di piĂč alta qualificazione legate allâemergenza (hub), tra cui cardiochirurgia, neurochirurgia, terapia intensiva neonatale, chirurgia vascolare, chirurgia toracica, secondo le indicazioni stabilite dalla programmazione regionale.
PUNTI NASCITA
La programmazione regionale prevede, nel rispetto degli standard ministeriali che garantiscano risultati e sicurezza ottimali per donna e bambino, 9 punti nascita presso le seguenti aziende:
ASL 1
ASL 2 (2 punti nascita)
ASL 3 – Villa Scassi/Ospedale Evangelico di Voltri
E.O. Ospedali Galliera
Policlinico San Martino
Istituto G. Gaslini
ASL 4
ASL 5
Secondo il Decreto Ministeriale 70 si applicano le soglie di volume di attivitĂ di cui all’Accordo Stato Regioni 16 dicembre 2010 (>1000 parti/anno, almeno 500/anno solo sulla base di motivate valutazioni).
Lâidentificazione dei Punti Nascita ha seguito dunque criteri che assicurano i requisiti di qualitĂ strutturale, tecnologica ed organizzativa e una dislocazione sul territorio ligure in grado di rispondere alla necessitĂ di unâofferta di prossimitĂ , garantendo, nel contempo, la centralitĂ sul proprio ambito di pertinenza.
Il centro hub regionale Ăš costituito dallâintegrazione funzionale tra IRCCS pediatrico G. Gaslini, con la Terapia Intensiva Neonatale e tutte le competenze specialistiche pediatriche e lâIRCCS Policlinico S. Martino, dotato di rianimazione e di ogni competenza specialistiche dellâadulto. Allâospedale Gaslini saranno affidate le gravidanze complesse nelle quali esiste la presenza di patologia fetale/neonatale, mentre lâIRCCS San Martino si farĂ carico delle gravidanze complesse nelle quali Ăš presente una grave patologia materna.
OSPEDALI DI COMUNITĂ, CASE DI COMUNITĂ E COT
OSPEDALE DI COMUNITĂ
Si tratta di una struttura sanitaria intermedia della rete territoriale, a gestione prevalentemente infermieristica con presenza di un medico almeno 4,5 ore al giorno (6 giorni su 7) e a ricovero breve che si colloca tra lâospedale e la dimensione domestica. Prevede interventi sanitari a bassa intensitĂ clinica ed Ăš rivolta a pazienti con deficit funzionali e/o cronici stabili dal punto di vista clinico provenienti dallâospedale, dalle strutture residenziali sociosanitarie o dal domicilio. In Italia ne sono previsti 400, in Liguria 11.
CASA DELLA COMUNITĂ
Secondo il PNRR Ăš il punto di riferimento continuativo per la popolazione che garantisce capillaritĂ sul territorio. In Italia ne sono previste complessivamente 1.288, 32 in Liguria di cui 30 a finanziamento PNRR. Si tratta di strutture, in rete con il sistema informativo sanitario, in cui operano equipe multi professionali composte da Medici di Medicina Generale, Pediatri di Libera Scelta, Specialisti ambulatoriali, Infermieri di ComunitĂ e altri professionisti della salute.
Rappresenta il punto di integrazione con i Servizi Sociali del territorio, i servizi per la Salute Mentale, le dipendenze patologiche e la neuropsichiatria infantile e dellâadolescenza. Al suo interno sono previsti servizi polispecialistici, diagnostici, punto CUP, prelievi, vaccinazioni, screening. Lâobiettivo dello sviluppo delle Case di ComunitĂ Ăš quello di garantire in modo coordinato: lâaccesso integrato allâassistenza sanitaria, sociosanitaria e socioassistenziale nella logica di prossimitĂ al cittadino e garantire la presa in carico della cronicitĂ e fragilitĂ secondo un approccio di medicina dâiniziativa proattiva con un ruolo centrale dellâinfermiere di comunitĂ come collegamento tra i bisogni della popolazione e il sistema sanitario.
CENTRALE OPERATIVA TERRITORIALE (COT)
La Centrale Operativa Territoriale (COT) Ăš un servizio che facilita lâattivazione dellâassistenza e la continuitĂ della presa in carico attraverso una piattaforma informatica comune ed integrata con i principali applicativi di gestione aziendale e di interconnessione con tutti gli enti/strutture del territorio. La COT garantisce il coordinamento e il raccordo tra i nodi delle diverse reti e i professionisti. In Italia ne sono previste 600, in Liguria 16.
CENTRALI 118, ATTIVAZIONE NUMERO UNICO 116117
Il collegamento logistico e funzionale tra i punti della rete di emergenza-urgenza Ăš coordinato dalle centrali operative 112/118 e attuato sia dalle automediche che dal servizio di elisoccorso; in considerazione del numero di missioni e dellâorografia regionale a partire da luglio del 2021 Ăš stato attivato il secondo elicottero presso lâaeroporto di Albenga ed in fase di attivazione il terzo elicottero presso lâaeroporto di Luni-Sarzana; gli indirizzi programmatori prevedono la presenza sul territorio ligure di 3 basi, nel Ponente e Levante ligure e nellâarea metropolitana.
I dati relativi ai bacini di utenza e la necessitĂ di adeguamento a standard operativi riconosciuti richiedono il mantenimento di tre centrali operative 118 una a Genova, una a levate ed una a ponente.
Ă prevista lâattivazione del numero unico 116117 per le cure mediche non urgenti. Si tratta di un servizio telefonico gratuito alla popolazione, attivo 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, per tutte le prestazioni sanitarie e sociosanitarie a bassa intensitĂ assistenziale. Lâobiettivo Ăš mettere in contatto lâutente con un operatore competente oppure con un medico per assicurare assistenza o consulenza sanitaria. Questo numero e lâapertura delle centrali operative territoriali, previsti dal DM77/2022, costituiscono unâopportunitĂ per integrare il sistema emergenza-urgenza con le attivitĂ territoriali, favorendo lâinterfaccia ospedale-territorio. Saranno attivate sul territorio regionale le ambulanze con infermiere a bordo (MSAB, Mezzi di Soccorso Avanzato di Base, in gergo India), coordinate dal medico di centrale o dal medico dellâautomedica con copertura 12 h e festivi.
Tali ambulanze potranno garantire unâattivitĂ assistenziale piĂč capillare sul territorio ligure caratterizzato da una particolare orografia, attraverso un coordinamento dei soccorsi sul luogo dellâevento, lâattribuzione del triage con attribuzione del codice colore, e stabilendo la destinazione dellâeventuale trasporto del paziente. Nel definire il codice colore, lâinfermiere non formula alcuna diagnosi, ma stabilisce la prioritĂ dellâassistenza per assicurare la piĂč tempestiva e corretta presa in carico.
PANFLU
Il Panflu Ăš in Piano pandemico influenzale. La programmazione di indirizzo per le azioni di contrasto alla pandemia da COVID-19 che le Aziende socio-sanitarie e gli ospedali sono state chiamate ad intraprendere, e tuttora le vedono coinvolte, Ăš stata realizzata, in coerenza con le indicazioni ministeriali e commissariali, attraverso il coordinamento di Alisa, il Dipartimento Salute e Servizi Sociali e Protezione Civile che hanno operato in sinergia con il soggetto attuatore (Decreto del Capo Dipartimento della Protezione civile del 27/02/2020), supportata costantemente dalla presidenza della Regione per i diversi ambiti di intervento.
Regione Liguria tramite la Cabina di regia regionale e Alisa, conduce attivitĂ di coordinamento e indirizzo delle Aziende sanitarie regionali, che sono deputate allâerogazione delle prestazioni nellâottica di una maggiore omogeneitĂ organizzativa territoriale e secondo indirizzi comuni. Nellâambito delle attivitĂ direzionali e di coordinamento di risposta allâemergenze sanitarie, la cabina di regia regionale ha le finalitĂ di supporto e riferimento per le azioni di mitigazione e contenimento; definire il modello organizzativo per la gestione delle attivitĂ da implementare delle diverse fasi pandemiche, adattabili alle diverse realtĂ ; monitorare lâattivitĂ e conseguentemente lâefficacia delle misure intraprese; monitorare e assicurare lâapprovvigionamento dei farmaci; monitorare e garantire la registrazione dei dati relativi alle vaccinazioni somministrate; definire eventuali azioni di miglioramento laddove si renda necessario; indicare gli strumenti formativi e monitorare e collaborare con i Servizi di Comunicazione Regionali per lâattuazione di campagne informative da rivolgere alla popolazione.
DIAR
I DIAR-Dipartimenti Aziendali Regionali rappresentano il supporto tecnico per la governance del Sistema Sanitario Regionale, garantendo la partecipazione attiva dei professionisti nel processo di analisi e proposte e definizione di prioritĂ di intervento con il coinvolgimento delle Direzioni Aziendali. In Liguria sono previsti i seguenti DIAR: Cardio Toraco-Vascolare, Chirurgico, Emergenza-Urgenza, Malattie Infettive, Materno Infantile, SpecialitĂ Mediche, Laboratori Diagnostica Clinica e per immagini, Neuroscienze, Onco-ematologico, Trasfusionale, Distretti.
ITER PIANO SOCIO SANITARIO REGIONALE
Il Piano Socio Sanitario Regionale 2023-2025, appena approvato in prima bozza in Giunta, passa ora al vaglio del Ministero della Salute che ha 30 giorni di tempo per formulare la propria valutazione. Successivamente il Piano tornerĂ per una nuova approvazione in Giunta per poi passare alla discussione del Consiglio Regionale previa trattazione nella commissione competente. Nel frattempo lâassessore alla SanitĂ sarĂ a disposizione per presentare il piano in sede di Conferenza dei Sindaci in ogni Asl, affiancando il contributo dell’assessorato alla concertazione e alla cooperazione tra l’azienda sanitaria locale, gli enti locali e le organizzazioni sindacali. In quella sede saranno trattate le tematiche sanitarie che coinvolgono Comuni e Aziende sanitarie locali con particolare attenzione alle peculiaritĂ ed esigenze dei territori.








