Settore dinamico e sempre in evoluzione: per il comparto ittico ligure, il secondo trimestre del 2018 è iniziato in segno positivo, con una crescita delle imprese attive. Dati positivi soprattutto per la provincia di Imperia, dove sono state aperte 10 nuove imprese agricolo-ittiche in soli tre mesi.

    Proprio il settore ittico è tra quelli più importanti a livello locale, e si compone dell’80% di imprese che svolgono la piccola pesca, comparto fondamentale per l’economia ligure. Grazie a formule quali la vendita diretta a miglio zero è possibile avere a disposizione pesce sempre fresco e proveniente dal Mar Ligure e allo stesso modo grazie alla nuova formula dell’itturismo, turisti e non hanno la possibilità di gustare i prodotti locali direttamente dalla barca.

    Inoltre a livello generale, per tutti i settori economici regionali, si sottolinea una riduzione dell’8,3% delle chiusure d’imprese, dato più basso registrato dal 2011 e segno di una lenta ma continua ripresa dalla crisi economica.

    La crescita del mercato ittico è possibile anche grazie all’impegno del Governo al disinnesco delle clausole di salvaguardia per evitare l’aumento dell’Iva. In Liguria uno dei settori che ne risentirebbe di più è proprio quello ittico, che vedrebbe l’Iva del pesce fresco, ad oggi al 10%, aumentare ulteriormente, mentre per astici, aragoste e crostacei in generale, considerati un bene di lusso e con Iva già al 22%, si arriverebbe a cifre proibitive.

    L’aumento rischierebbe di allontanare il consumatore dai prodotti locali e dal pescato a miglio zero, garantito e tracciabile, facendo ripiegare la scelta del consumatore su un prodotto a prezzo più basso ma di diversa qualità e di inferiore freschezza, provenendo anche da paesi esteri.

    Anche il temuto fermo pesca, che raggiungerà il Mar Ligure dal primo al 30 di ottobre, non avrà ripercussioni importanti sul settore ittico ligure, dove l’80% delle imprese ittiche svolge attività di piccola pesca, quindi non soggette a fermo.

    “Toccando il periodo autunnale – affermano la Responsabile di Coldiretti Impresapesca Liguria, Daniela Borriello e il delegato confederale Bruno Rivarossa – il fermo pesca in Liguria limiterà la presenza del pescato ligure sui banchi ad alcuni tipi di pesce, quali ad esempio i “pesci da zuppa”, come naselli e scorfani, o tutti i pesci catturati dalle reti da posta, nonché le acciughe, finché ci saranno nel nostro mare. È un duro colpo per il mercato locale, ma essendoci una forte presenza di imprese che svolgono attività di piccola pesca si invitano i consumatori a rivolgersi, per i propri acquisti, ai punti di vendita diretta dei pescatori”, concludono Borriello e Rivarossa.

    Coldiretti Liguria ha inoltre richiesto di accelerare l’introduzione del marchio ed etichettatura del pescato locale, per tracciare la provenienza del prodotto e garantire ulteriormente il “Made in Liguria”, in modo da qualificare e valorizzare uno dei settori di punta dell’economia regionale. Come ogni anno inoltre, i pescherecci di Sanremo impegnati nella pesca al gambero, avranno la deroga al mese di novembre, pertanto garantiranno il pescato nel mese di ottobre.