Le indiscrezioni sul futuro del Parco Naturale Regionale delle Alpi Liguri hanno aperto un caso politico e territoriale senza precedenti. Di fronte alla concreta ipotesi che la presidenza possa essere affidata nuovamente a un sindaco della valle Arroscia, il sindaco di Triora, Massimo Di Fazio, ha formalizzato la protesta inviando una lettera ufficiale al Presidente della Regione Liguria, Marco Bucci.
Accanto alle osservazioni formali sulla rappresentanza territoriale, sul tavolo viene posta una scelta drastica ma ponderata, mossa dal “profondo rammarico di vedere sminuita unâistituzione in cui Triora ha sempre creduto”.
Il primo cittadino ci tiene a chiarire che la posizione di Triora non Ăš dettata da un sentimento di ostilitĂ verso lâarea protetta, tuttâaltro: âNoi crediamo fermamente nel Parco e riteniamo che debba rappresentare un valore aggiunto straordinario per la crescita e la promozione delle nostre vallateâ, spiega Massimo Di Fazio. âUn parco vive della coesione e dellâidentitĂ delle comunitĂ che lo compongono. Se si permette il monopolio di una sola area geografica – in questo caso la valle Arroscia – il senso profondo del territorio e della condivisione si perde inevitabilmente, trasformando un progetto comune in qualcosa percepito come distante ed escludenteâ.
Ă proprio per difendere lâessenza stessa dellâarea protetta che il sindaco si dice pronto a valutare la strada piĂč dolorosa: lâuscita formale del Comune di Triora dal Parco.
âNon si tratta di una prova di forza, ma di una conseguenza logica e oggettiva. Triora rappresenta da sola ben il 36% dellâintera superficie del Parco delle Alpi Liguri. Privato di oltre un terzo del suo territorio originario – e proprio della sua porzione geograficamente e storicamente piĂč significativa – lâente subirebbe un ridimensionamento tale da metterne seriamente a rischio lâintegritĂ , la funzionalitĂ e i requisiti minimi di esistenzaâ, dice il primo cittadino.
Nonostante la fermezza della posizione, Di Fazio sottolinea il legame di profondo rispetto che lo lega al neo-governatore regionale.
âNutro una profonda stima e un sincero rispetto per il presidente Bucci, per lo straordinario lavoro e la concretezza amministrativa dimostrati negli anni alla guida di Genovaâ, chiarisce Di Fazio. âProprio perchĂ© Bucci ha vissuto in prima persona la responsabilitĂ di fare il sindaco e difendere le proprie comunitĂ , sono convinto che saprĂ comprendere la gravitĂ di questa situazione e lâassoluta necessitĂ di evitare una spaccatura istituzionale di queste proporzioniâ.
Il nodo sollevato dal Comune di Triora Ăš lâassenza di alternanza democratica: “La valle Arroscia esprime la presidenza da ben 10 anni. Se i rumors venissero confermati e si procedesse alla nomina di un altro sindaco di quella stessa zona, si andrebbe a blindare la governance per un periodo complessivo di 15 anni, escludendo sistematicamente la valle Argentina e la valle Nervia dai ruoli di guida”.
A dare forza alla posizione di Triora si aggiunge il fatto che 7 degli 8 sindaci dei Comuni del Parco hanno sottoscritto una nota congiunta per chiedere che la guida sia affidata a un sindaco del territorio, rivendicando un principio di leale collaborazione e vicinanza alle vallate.
Il sindaco richiama infine la Regione Liguria ai precisi obblighi di legge (ai sensi della Legge 241/90) in materia di istruttoria e motivazione dei provvedimenti.
âSe si vorrĂ insistere sulla strada della riconferma alla valle Arroscia, la Regione dovrĂ spiegare chiaramente quali eccezionali motivi di interesse pubblico giustifichino la scelta di penalizzare ancora per anni la valle Argentina e la valle Nervia. Il Parco appartiene a tutte le comunitĂ che lo compongono e la governance deve essere espressione di una reale alternanzaâ, conclude Massimo Di Fazio. âCi auguriamo che prevalga il buon senso e che non si debba arrivare a decisioni estreme, ma la difesa della nostra rappresentanza territoriale viene prima di tutto. Confidiamo che la sensibilitĂ del Presidente Bucci eviti una spaccatura che penalizzerebbe irreparabilmente il Parco stessoâ.








