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Una ventina di alunni delle scuole primarie e secondarie di Ospedaletti è costretta da un paio di giorni ad un periodo di quarantena di dieci giorni per essere entrati in contatto con l’autista dello scuolabus risultato positivo al test Covid. Secondo quanto appreso, l’autista non sarebbe vaccinato ma si sarebbe sottoposto a tamponi ogni 48 ore per confermare il suo green-pass e continuare a lavorare, ma all’ennesimo test l’esito per lui è risultato positivo pur senza sintomi.

“Innanzitutto voglio chiarire che l’autista è un dipendente della Riviera Trasporti con la quale abbiamo sottoscritto un accordo per il servizio di guida dello scuolabus che è invece di proprietà comunale” dice il sindaco Daniele Cimiotti.

“Sappiamo con certezza che l’autista ha sempre indossato correttamente la mascherina come tutti i bambini che sono saliti su quel mezzo – prosegue – alunni che non hanno mai avuto un contatto diretto con il conducente sempre seduto al suo posto e con il volto protetto e rivolto verso la strada. A fronte di tutto ciò, riteniamo che la situazione non sia così problematica dal punto di vista della salute”.

“Sappiamo anche che il protocollo anti Covid che si applica in questi casi è molto rigido. Ci siamo immediatamente rivolti all’Asl la quale ci ha confermato che il periodo di quarantena deve essere osservato da tutti i 23 alunni saliti sul pulmino”.

“Dopo il ponte di inizio novembre – continua il Sindaco – oggi l’attività scolastica nella nostra scuola è ripresa regolarmente tranne che per quella ventina di studenti costretti a casa. A me dispiace molto per il disagio che si crea per i genitori di questi giovanissimi in quarantena, famiglie che si sono dovute organizzare per accudire i loro figli e mi auguro che gli studenti possano seguire in dad le lezioni sino al loro rientro”.

“Come detto, dopo aver tutti rispettato le regole anti Covid non credo che ci potranno essere sviluppi poco piacevoli per i bambini: ad oggi non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione da parte delle famiglie di possibili segnali di malattia riconducibile al virus”.

“Gli studenti bloccati precauzionalmente a casa – conclude Cimiotti – potrebbero sottoporsi ad un tampone per verificare il loro stato ma il protocollo non lo prevede e quindi per loro non resta che attendere la scadenza dei dieci giorni prima di poter rientrare a scuola”.

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