Roberto Parodi riapertura frontiere 3 giugno 2020

Da oggi l’Italia ha riaperto la sua frontiera con la Francia, la Francia invece ha annunciato che la sua la riaprirà non prima del 15 giugno. In mancanza di una reciprocità nelle date, i gendarmi hanno ricevuto l’input di stringere i controlli e rallentare il transito per chi era regolarmente autorizzato ad attraversare la frontiera per motivi certificati di lavoro.

La ritorsione, purtroppo prevedibile conoscendo bene i nostri vicini di casa, ha avuto come conseguenza la creazione di code chilometriche alla frontiera di Ponte San Ludovico e conseguente arrivo in ritardo, di ore, sul posto di lavoro per gli italiani che sono impegnati in particolare a Monaco.

“Alle 7 di questa mattina mi sono recato alla frontiera che ho trovato completamente chiusa – ha confermato Roberto Parodi segretario dell’associazione Fai Frontalieri – e ho notato controlli a tappeto, capillari, senza sconti per nessuno. Non so se si tratti di una ritorsione, ma è facile pensarlo, o forse un’incomprensione della Gendarmeria o della Prefettura francese. Io ho chiamato il Console che ha interpellato la Prefettura competente ed è stato interessato anche il Gabinetto del ministro Di Maio per esporre il problema e successivamente il traffico è tornato ad essere scorrevole”.

La questione è stata oggetto di vibranti proteste a livello governativo anche da parte degli onorevoli Di Muro e Mulè, che hanno consentito lo sblocco del muro eretto ed anche la riapertura della frontiera di Ponte San Luigi. Della vicenda se ne sono occupati anche i media francesi, questa volta senza difendere l’indifendibile atteggiamento delle loro autorità.

Questa data del 3 giugno, a parte quella che gentilmente possiamo chiamare incomprensione di stamattina, non cambia nulla per i nostri frontalieri – conferma Roberto Parodi – gli orari non coincidono con quelli dei turisti. Quello che posso dire è che da parte francese non ci sono timori di contagi da parte degli italiani, hanno anche accolto con piacere la nostra riapertura e la possibilità di tornare da noi per fare le loro spese. Dall’altra parte però esiste un problema con i tabaccai francesi, quelli di Mentone in primis, che avevano visto aumentare del 400% le loro vendite in quarantena e non escludo che una loro forte pressione abbia potuto incidere sui controlli esagerati di questa mattina alla frontiera”.

I nostri lavoratori a Monaco da ieri possono farsi sottoporre a test anti-Covid19 gratuito al Grimaldi Forum: “È un’ottima iniziativa – dice Parodi – che riguarda anche i nostri lavoratori in cassa integrazione e resta comunque su base volontaria. Se venisse registrata la positività anche nelle contro-analisi il soggetto verrebbe posto in isolamento ma senza perdere un centesimo del suo stipendio