[beevideoplayersingle videourl=”https://vimeo.com/196857530″]Abdeljalil Ettaia è un noto membro della comunità islamica di Ventimiglia.

Fino a qualche mese fa ricopriva l’incarico di consigliere dell’Associazione Culturale Fratellanza Islamica, nata nel 2015 per dare la possibilità ai fedeli mussulmani di pregare a Ventimiglia senza essere costretti ad andare alla moschea di Sanremo.

“Quando abbiamo iniziato – racconta Ettaia – eravamo tutti fratelli. Mi viene la pelle d’oca. Era emozionante vedere così tanti fratelli marocchini, tunisini, magrebini e pakistani pregare insieme.”

I rapporti tra i membri sono andati mano a mano peggiorando.

A seguito dei presunti brogli elettorali avvenuti lo scorso luglio per l’elezione del presidente dell’associazione, la comunità islamica si è divisa fino ad arrivare allo scioglimento e alla chiusura del Centro Fratellanza Islamica di via Aprosio.

Attualmente i fedeli mussulmani di Ventimiglia si riuniscono ogni venerdì nei locali offerti nella chiesa di San Nicola, per pregare sotto la guida dell’imam Mohamed Babi.

La vicenda ha fatto il giro dei media locali e molto se ne è parlato. Oggi, Ettaia ha deciso di rompere il silenzio e di lanciare un messaggio di speranza e pace.

“Purtroppo, come genere umano, si può sbagliare. L’importante è ammetterlo e non farlo più. Siamo mussulmani e dobbiamo comportarci come tali. Il mussulmano deve perdonare.”

“Questo centro può essere riaperto – continua Ettai -, ma ci vuole uno sforzo. Ci vuole tolleranza. Io prego e imploro tutti i miei fratelli di lasciare l’astio da parte.”

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