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Una mattinata calda e soleggiata con temperature ben sopra la media ma poca gente tra i banchi. Si è presentato così oggi il mercato ambulante del martedì a Sanremo dove a farla da padroni sono stati nella stragrande maggioranza gli stessi sanremesi.

“Siamo abituati a queste splendide giornate in Riviera che anticipano la bella stagione, ma non c’è tempo bello che tenga di fronte alla tragedia commerciale che stiamo vivendo, quando sei in ‘arancione’ gente ne arriva poca al martedì”.

A parlare è Fabrizio Sorgi presidente provinciale FivaFederazione italiana venditori ambulanti che spiega: “In settimana le persone lavorano o hanno i loro impegni e senza la presenza dei francesi e dei clienti non sanremesi lavoro ce n’è veramente troppo poco. Siamo ai minimi storici, speriamo che questa situazione possa migliorare e che smetta di creare macerie sociali con gravissime conseguenze per tutti”.

Se Sanremo piange, da altre parti si disperano…

“E’ assolutamente vero – conferma – ci sono piazze e mercati che non hanno questo bacino d’utenza locale ma che vivono di clientela francese o da altre regioni. Mi riferisco a Ventimiglia e Bordighera che sono ‘inesistenti’ senza i francesi, mentre Sanremo per noi resta sempre il mercato di riferimento”.

“Quello che conta in questo periodo è il numero di abitanti per città. Ventimiglia ne ha 27mila in tutto il suo comprensorio ma in centro saranno meno di diecimila molti dei quali lavorano ed è così che il redditizio mercato del venerdì risulta assolutamente sovradimensionato in era Covid. Siamo 380 banchi per due/trecento persone che girano e si capisce che in quel modo non si può andare avanti”.

“Anche per questo motivo venerdì scorso abbiamo protestato davanti al Comune, per chiedere di rivedere i canoni almeno per questo periodo che non coincide con il prezzo che ci viene richiesto. Sui nostri cartelli abbiamo scritto che se non si guadagna non si può pagare e non ci si può indebitare per mantenersi il posto. Quando ci sarà una ripartenza si potrà nuovamente affrontare il discorso e ampliarlo in ottica di miglioramento per farlo crescere”.

Ristori?

“Siamo arrivati al quinto ‘ristoro’ o ‘sostegno’ ma siamo ancora alle parole, soldi se ne sono visti davvero pochi”,

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