Se a un primo sguardo si tratta semplicemente di ingressi e uscite, guardandoli attentamente si può scorgere l’eco di una storia antica: i portoni dei palazzi torinesi non spiccano soltanto per la loro bellezza, ma anche per la valenza storica di cui sono testimoni.

A raccontare questa storia ci ha pensato lo scrittore e poeta Sergio Donna, che ieri pomeriggio ha presentato a Diano Marina il suo ultimo volume dal titolo ‘Portoni di palazzi torinesi’ (in piemontese Porton ëd Palass turinèis). Si tratta di una monografia fotografica, con una parte introduttiva dedicata alle varie tappe dell’espansione urbanistica della città, cui seguono i capitoli bilingui sui racconti e sulle leggende dei portoni di Torino.

La sobria eleganza architettonica dei palazzi del centro storico della città trapela dalle facciate, dalle decorazioni delle finestre e dei balconi, dai modiglioni, dai Telamoni o dalle Cariatidi a sostegno delle logge dei cosiddetti piani nobili, dagli atri, dai cortili e, appunto, dai portoni. Se ci soffermiamo anche solo per un attimo a contemplare lo stile elegante di certi portoni dei palazzi torinesi del centro storico, è possibile leggere la storia della città: perché essi sono la sintesi di uno stile di vita e di una cultura subalpina che non ha uguali altrove. I portoni conservano e rivelano pregnanti pagine di storia, non solo delle classi dominanti e della borghesia, ma anche delle classi più popolari, degli artigiani e della servitù.

Sono nove i coautori del libro: Piero Abrate, Francesco  Albano, Michele Bonavero, Luigia Casati, Sergio Donna, Vittorio Greco, Milo Julini, Giuseppe Novajra, Anna Perrini.

La presentazione si inserisce all’interno della rassegna letteraria “Mare d’Inchiostro“, tour estivo ideato e organizzato da Luca Valentini che porta 9 autori in 4 città e altrettanti locali delle provincie di Imperia e Savona.