Bene la decisione di Regione Liguria di dichiarare lo Stato di CalamitĂ , ma, visti gli episodi degli ultimi anni, Ăš necessario incentivare strumenti che proteggano le imprese almeno dal punto di vista economico.
âLâondata di maltempo che ha colpito la Liguria ha rappresentato un duro colpo per la nostra agricoltura e per le imprese del territorio, che ora, ad emergenza finita, deve essere affrontato subito con decisione, in modo da dare un reale sostegno a tutti gli imprenditori che nel giro di qualche ora hanno visto andare in fumo, per lâennesima volta, il lavoro di mesi.â affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il delegato Confederale Bruno Rivarossa.
Secondo il primo bilancio di Coldiretti Liguria ad aver pagato il prezzo piĂč alto, a causa della pioggia incessante e del forte vento che ha flagellato la nostra regione, Ăš stato il settore olivicolo, con perdite che, nel ponente, arrivano fino ad un 30% delle olive, ormai pronte alla raccolta. Ma i danni sono stati importanti per tutti i settori agricoli, partendo dalle orticole fino ad arrivare alle serre scoperchiate ed allagate della Piana di Albenga, a causa di bombe dâacqua improvvise, frane, smottamenti e fiumi usciti dagli argini.
Partendo dalla provincia di Imperia, la zona piĂč colpita, in tutte le valli si registra una perdita di circa il 30% delle olive, travolte dalla furia del vento e dei temporali, che, partendo dal pomeriggio di venerdĂŹ, si sono abbattuti con una violenza inaudita sul territorio. Inoltre lâesondazione del Roja, ha portato alla distruzione di infrastrutture irrigue, ponti, muretti a secco ed allâ interruzione di strade, provocando anche danni alle colture nella vallata adiacente (Val Nervia), dove si constatano ingenti perdite alle coltivazioni del Fagiolo di Pigna e della lavanda. In Valle Argentina Ăš stata colpita soprattutto lâarea di Badalucco, con il crollo del ponte, oltre a danni alle infrastrutture e ai muretti a secco; allo stesso modo i collegamenti della Valle Impero sono stati interrotti dal crollo del ponte di Vessalico e nellâ area si sono verificati allagamenti e frane diffuse. In grandi difficoltĂ i Consorzi irrigui, che hanno subito ingenti danni alle captazioni nei torrenti, con conseguente momentanea interruzione della fornitura di acque irrigue alle imprese. Non meno ingenti le perdite subite in Valle Arroscia, con pascoli distrutti, strade interrotte e ponti inagibili. Un allevatore in alpeggio sul monte FrontĂš con 250 capi di razza piemontese Ăš stato tratto in salvo con lâelicottero dai Vigili del Fuoco.
âOvunque si siano abbattuti fenomeni intensi e continui come quelli dei giorni scorsi – proseguono Boeri e Rivarossa â hanno provocato ingenti danni e messo in ginocchio paesi, cittĂ e aziende. Purtroppo siamo di fronte alle conseguenze dei cambiamenti climatici, che ormai non di rado si esprimono con episodi violenti e non contenibili, con una forte tendenza alla tropicalizzazione, dove le precipitazioni, sempre piĂč intense, trombe dâaria, e vere e proprie bombe dâacqua, si abbattono su un territorio reso piĂč debole dalla cementificazione e dallâabbandono delle aree marginali, ma anche dalla mancanza di programmazione adeguata che valorizzi il ruolo di chi vive e lavora sul territorio come gli agricoltori. Ă ora piĂč che mai indispensabile pensare ad azioni concrete che riescano, se non a prevenire, almeno a contenere i danni: perdere imprese che con il loro lavoro tentano di custodire il territorio Ăš fuori discussione, per questo riteniamo importante la decisione di Regione Liguria di dichiarare lo Stato di CalamitĂ per il nostro territorio. Inoltre, se eventi del genere risultano sempre piĂč difficili da frenare, Ăš importante incentivare strumenti che almeno proteggano le imprese dal punto di vista economico, come ad esempio le assicurazioni: a tal proposito, a nostro parere, Ăš vitale rendere tale strumento il piĂč accessibile possibile, allargando la possibilitĂ di assicurare tutti i prodotti e ridurre i costi elevati. Nei prossimi giorni verificheremo ulteriormente la situazione: Ăš necessario controllare la tenuta delle strutture rimaste in piedi per quantificare il reale danno subito dal territorio.â








