Curiosità Gianluca Mager

Sole caldo, temperature primaverili, campi perfettamente preparati. Al Circolo Tennis Sanremo ci sono tutte le condizioni ideali per giocare e per prepararsi ad una nuova stagione dopo le inevitabili anomalie del 2020, un’annata troncata sul nascere che per alcuni tennisti si è trasformata in una vera e propria sliding doors.

Tra quelli che si sono dovuti fermare proprio mentre erano in uno splendido periodo di forma c’è Gianluca Mager, punta di diamante del circolo alla Foce, 26 anni tra una settimana, che alla ripresa non è riuscito a ripetere gli stessi exploit pre-coronavirus.

“Ho iniziato l’anno molto bene – dice – poi è arrivato il lockdown con la sospensione dell’attività per cinque mesi e quando abbiamo ricominciato mi sono accorto di aver perso un po’ di quelle sensazioni positive di inizio 2020”.

“Ho giocato dei match a livello altissimo – ricorda Mager – contro avversari molto forti, e comunque come bilancio sono soddisfatto di come è andata la stagione, in attesa della prossima per la quale mi sto preparando al meglio”.

Dopo aver chiuso il 2019 in 118esima posizione nella graduatoria mondiale, Gianluca ha compiuto l’exploit a febbraio in Sud America raggiungendo contro ogni pronostico la finale del torneo di Rio De Janeiro, un Atp500 che oltre a portargli una gran dotazione di punti gli ha regalato anche uno scalpo illustre, la vittoria contro l’austriaco Thiem appena sconfitto nelle Atp Finals di Londra dal russo Medvedev (anche lui sconfitto da Mager sei anni fa all’inizio della carriera da professionista).

“Avevo appena giocato la finale di un ‘500’ ed avevo anche esordito, vincendo, con la Nazionale in Coppa Davis – ricorda – tutta una serie di ottimi risultati e di livello di gioco, frutto del lavoro fatto negli anni precedenti. Quello che mi conforta è proprio il livello di gioco che ho raggiunto, sento di essere competitivo nella speranza che l’anno prossimo si possa giocare tanto, a cominciare dall’Australian Open”.

Dopo aver raggiunto il tuo ‘best ranking Atp’ al n.77, la seconda parte della stagione ti ha visto poco fortunato nei sorteggi dei tornei cui hai partecipato, ma sei ancora tra i primi 100 al mondo.

“Vero, però penso che la fortuna c’entri relativamente, se uno è consapevole di aver raggiunto un certo livello prima o poi i risultati non possono che arrivare. Il salto in classifica ha alzato l’asticella dei miei impegni, per l’anno prossimo cercherò di vincere i match che devo vincere e per farlo sto curando tutti gli aspetti necessari compresa la preparazione atletica”.

“Da adesso abbiamo un mese e mezzo per prepararci al primo appuntamento, gli Australian Open anche se c’è ancora incertezza sulla data. Eravamo pronti per partire a dicembre, poi ci è stato impedito causa Covid sino ai primi di gennaio ma non c’è ancora nessuna certezza”.

Da oggi su questi campi si allena anche Fabio Fognini.

“Si, Fabio è qui con il suo team e sono contentissimo della sua presenza, lui è un grande campione ed è molto bello potermi confrontare con lui, c’è solo da prendere esempio su tanti aspetti. Per me anche questi sono momenti importanti per la mia crescita, potermi allenare con Fognini che ha fatto una carriera che tutti sognano”.