Inutile nascondersi: in questo momento di difficoltà anche i media privati stanno subendo la crisi. Un fisiologico calo degli introiti derivanti dalla pubblicità era prevedibile visto il blocco delle attività commerciali e delle attività produttive su tutto il territorio nazionale.

Una difficoltà che accomuna tanti altri settori e di cui anche la Regione Liguria si è accorta. È stato quindi approvato all’unanimità, dall’Ufficio di Presidenza Integrato della Regione, un ordine del giorno nel quale si sottolinea la mancanza all’interno del decreto “Cura Italia” di finanziamenti e interventi al riguardo e si chiede al governatore Toti di attivarsi in merito presso il Governo.

Ce ne parla il primo firmatario dell’odg, Alessandro Piana, presidente del Consiglio regionale.

“Fermo restando i settori prioritari e più in difficoltà (tra questi il turismo, il commercio, e quello floricolo), è necessario pensare anche all’editoria privata. Un settore dimenticato nella prima stesura del decreto. Ho quindi fatto predisporre un ordine del giorno che è stato distribuito a tutti i capigruppo in Ufficio di Presidenza Integrato,” spiega Piana.

“L’attività dei media è fondamentale in questo momento. L’informazione è un servizio importante. Per questo l’odg chiede anche di attivare finanziamenti regionali, indipendentemente e/o a integrazione di quelli nazionali eventualmente previsti. Da oggi inizia la discussione in Parlamento sul DL 17 marzo 2020 n.18. Mi auguro che gli emendamenti al riguarda vengano recepiti dal Governo,” aggiunge.

Di seguito tutti i consiglieri che hanno firmato l’ordine del giorno: Alessandro Piana, Giovanni Lunardon, Alice Salvatore, Franco Senarega, Angelo Vaccarezza, Claudio Muzio, Juri Michelucci, Giovanni Battista Pastorino, Gabriele Pisani, Laura Lauro, Giovanni Boitano.

Tra gli altri settori maggiormente colpiti a livello locale da questa situazione, Piana ha voluto menzionare anche il comparto florovivaistico. “Per loro l’unico momento per poter avere delle entrate era il mese di marzo e i primi giorni di aprile. Il 100 per 100 del loro prodotto sarà invenduto. Molte aziende hanno già comunicato che non riapriranno. Altre, se riceveranno degli aiuti, potrebbero farcela.”

La video intervista integrale è visibile a inizio articolo.