evento - street food Ospedaletti 2020

La presentazione dell’ultima fatica letteraria di Claudio Restelli (“Il soldato dimenticato. La storia di Giovanni Battista Faraldi”) e tre sere dedicate allo Street Food hanno chiuso in bellezza l’agosto 2020 ad Ospedaletti.

In un’area ben delimitata, con un numero contingentato di posti a sedere per rispettare il distanziamento e mascherine obbligatorie con controlli ai due varchi, molta gente ha risposto presente al richiamo del cibo da strada che per forza di cose si è svolto in forma ridotta con una trentina di ambulanti alimentari in arrivo da diverse e lontane regioni d’Italia. Dai dolci alle mandorle, cannoli, cassate, arancini siciliani, ai rosticini abruzzesi, le ‘bombette di carne’ pugliesi, la pasta cacio e pepe, la paella, l’angus e le costine alla brace, i fritti, i salumi e i formaggi del Piemonte, le birre artigianali, ce n’era per tutti i gusti e per tutte le borse e la buona riuscita è stata inevitabile.

“Sono stati tre giorni decisamente interessanti – dice Giacomo De Vai assessore alla Cultura di Ospedaletti – e lo dico per aver provato, due sere, lo street food proposto in piazza Nassirya, davanti alla vecchia stazione. Lo spostamento di location dalla pista ciclabile dove era l’anno scorso alla piazza di ingresso del paese a levante è stata una scelta sia per lasciare libera la ciclabile ai tantissimi che la frequentano, sia per la possibilità di controllare meglio gli ingressi nella zona dell’evento gastronomico”.

“Nonostante le difficoltà incontrate – dice De Vai – siamo riusciti a proporre un calendario pieno di appuntamenti concentrati a luglio e soprattutto agosto. Adesso che inizia settembre stiamo studiando con l’assessore al Turismo Birgit Brugger qualche altro evento nel fine settimana”.

Settembre per noi sarebbe stato forse il mese più importante – conclude l’Assessore – con la Rievocazione Storica del Circuito motociclistico ed un raduno di auto d’epoca in un altro weekend. Ma se scatta l’emergenza questa merita ogni priorità e anche noi ci siamo dovuti adeguare e fare qualche doloroso passo indietro”.