Obbligo di quarantena in Svizzera per chi rientra dalla Liguria, intervista a Christian Feliciotto (Federturismo)

È notizia di ieri la decisione della Svizzera di imporre la quarantena a chi arriva dalla Liguria: la nostra regione è stata infatti inserita nell’elenco degli Stati e Regioni a rischio elevato di contagio da coronavirus. Un provvedimento – in vigore a partire da lunedì 28 settembre – che ha scosso il mondo del turismo, in particolare il settore alberghiero, già fortemente danneggiato dal periodo di lockdown.

Per far fronte a questa situazione, stamani il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti ha sentito al telefono il ministro degli esteri Luigi Di Maio, il quale ha assicurato che il Governo interverrà al più presto.

Sulle conseguenze che questo provvedimento avrà sul settore turistico del Ponente ligure è intervenuto Christian Feliciotto, presidente provinciale di Federturismo, ospite oggi nei nostri studi. “Ci sono due tipi di conseguenze – dichiara – una diretta, che ha già portato diverse cancellazioni e quindi un’ulteriore perdita di fatturato su questo anno che è già particolarmente difficile, e l’altra un problema di immagine, perché in questo momento la Liguria è un posto sicuro, ben controllato, e questa ulteriore restrizione ci dà un danno di immagine notevole“.

“Il timore – prosegue – è che queste restrizioni imposte dalla Svizzera vengano estese anche ad altri Paesi, con la conseguenza di concludere anticipatamente la stagione che già era sofferente”.

Feliciotto traccia poi un bilancio del mese di settembre: “Nonostante ci siano mancati i mercati storici di Scandinavia, Russia e America, settembre è stato un buon mese soprattutto nei primi 15 giorni. Siamo moderatamente soddisfatti. Adesso la preoccupazione è legata al fatto che alcuni alberghi potrebbero andare in difficoltà, le prenotazioni per ottobre erano provenienti da mercati di prossimità, dobbiamo capire se i francesi potranno tornare e se gli altri Paesi non ci metteranno altre restrizioni, siamo in attesa e un po’ preoccupati”.

Prospettive per il 2021? “Innanzitutto speriamo che la situazione sanitaria mondiale migliori – dichiara – a quel punto siamo fiduciosi che sarà un gran anno, perché tutti i clienti che quest’anno non sono potuti venire ci hanno testimoniato la loro voglia di tornare a trovarci. Siamo fiduciosi che a partire dal Festival di marzo la stagione riparta con i numeri del 2019″.