L’ufficialità arriva direttamente dal presidente della Liguria, Giovanni Toti: la nostra regione si tinge d’arancione. Non una mera questione cromatica, ma il segno che la situazione Covid sul territorio ligure comincia a preoccupare.

Da mercoledì 11 novembre scatteranno infatti nuove restrizioni per contenere i contagi. Tra queste la chiusura di bar e ristoranti e il divieto di spostarsi tra un comune e un altro se non in casi di necessità.

Dopo l’annuncio sulla sua pagina Facebook, il governatore Giovanni Toti è intervenuto in conferenza stampa.

“È chiaro che due decisioni diverse in tre giorni, a fronte di dati confrontabili che Alisa giudica analoghi, lascia perplessi. Si poteva pensare meglio la decisione presa tre giorni fa o quella presa oggi, ma non è il momento delle polemiche,” esordisce Toti.

“Ci auguriamo che le misure che scatteranno da domani a mezzanotte serviranno a dare una battuta d’arresto al virus così che anche dal punto di vista economico i nostri imprenditori e lavoratori possano trarre il meglio dal periodo di Natale,” aggiunge.

“Non è una decisione che abbiamo preso, non è una decisione di cui conosciamo tutti i contorni. È una decisione tecnica presa con un algoritmo. Pur essendo una scelta non nostra il criterio di prudenza ci consiglia di evitare ogni discussione e applicare le regole che sono state date,” commenta il governatore.

“In molti chiedono se ci saranno diversificazioni tra provincia e provincia, ma al momento non sembra ci siano le condizioni, perché il numero degli ospedalizzati e delle terapie intensive sta crescendo in maniera omogenea ovunque. Essendo in ritardo l’onda epidemica sulle province rispetto a Genova, ci aspettiamo una crescita dei contagi. È quindi più prudente e opportuno attenersi all’ordinanza del ministro Speranza e tra una decina di giorni fare nuove valutazioni,” conclude Toti

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