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Che l’emergenza Covid sia definitivamente archiviata è ancora prematuro affermarlo.

“Restano delle fasce d’età ancora recalcitranti al vaccino, e stiamo parlando della tranche compresa tra 50 e 70 anni. Approfitto dell’occasione per invitare pubblicamente le persone di quell’età, oltre a tutti quelli che non l’hanno ancora fatto, a sottoporsi alla vaccinazione in modo da farsi trovare pronti in caso di arrivo di nuovi contagi a causa delle varianti del Covid”. Lo ha detto Silvio Falco, direttore generale dell’Asl1, stamattina intervenendo all’incontro promosso nell’aula magna della sede Asl a Bussana sulla ludopatia.

L’incontro, promosso dal ‘Dipartimento integrato salute mentale e dipendenze’ rappresentato dal suo direttore Giancarlo Ardissone, ha visto gli interventi del presidente de L’Ancora Marco Boeri e di Anna Freducci dell’associazione Effetto Farfalla. In sala tra gli altri anche Costanza Pireri assessore alle politiche sociali di Sanremo, Silvia Marcuzzo del Sert imperiese, e il comandante provinciale dei Carabinieri Andrea Mommo.

Quello che è stato presentato è il progetto ‘Giochiamocela bene’ finalizzato alla realizzazione, all’interno della provincia di Imperia, di azioni di cura e di prevenzione al gioco patologico d’azzardo che in Italia rappresenta, per diffusione, la prima dipendenza senza sostanza e coinvolge soggetti di ogni età. Il gioco d’azzardo non è semplicemente riconducibile ad uso sregolato di slot-machine e Vlt nei tabacchini e nei bar o all’interno di sale da gioco ma si è diffuso oramai a livello capillare anche online, dove con uno smartphone e una carta di credito è possibile giocare d’azzardo.

Le rilevazioni degli ultimi anni mostrano purtroppo un boom tra i giovani con un aumento di circa il 39% rispetto agli anni precedenti unitamente al fatto che circa il 30% dei ragazzi, tra i 14 ed i 17 anni, dichiara di essersi avvicinato almeno una volta al gioco. Nella nostra Liguria, in base ai rilevamenti del 2019, il gioco d’azzardo è un fenomeno in crescita (+ 38% rispetto al 2018) con una media di 1.380 euro che un cittadino Ligure impiega nel gioco (raccolta pro capite nelle province della Liguria è stata: Genova 1.330 euro, Savona 1.652 euro, La Spezia 1.471 euro, Imperia 1.132 euro).

“Il gioco d’azzardo patologico è diventato una diagnosi psichiatrica a tutti gli effetti e fa parte del contenitore delle dipendenze- dice il dottor Ardissone – è una malattia grave con effetti compulsivi che obbligano sempre a giocare soddisfacendo l’apice del desiderio del malato”.

“Le persone che si rivolgono a noi per cercare di liberarsi da questa dipendenza – dice Ardissone – sono generalmente di sesso maschile, adulti che hanno perso o stanno perdendo tutto. Il trattamento richiede un intervento medico, farmacologico ma soprattutto psicologico. E noi siamo anche in contatto con avvocati perché molti di questi malati sono oberati dai debiti”.

“Il nostro progetto ha dato esiti positivi. Uno non pensa di essere dipendente dal gioco d’azzardo, le dipendenze dovrebbero riguardare sostanze stupefacenti, alcool, nicotina, mentre giocare si pensa sia solo un vizio o meglio ancora un’abitudine. Poi queste persone si ritrovano al punto di aver perso anche la speranza di fare qualcosa. Quando si rivolgono a noi accompagnati dai famigliari molto preoccupati – conclude Giancarlo Ardissone – trovano la possibilità di avviare un percorso che li conforta, si impegnano e posso affermare che abbiamo raccolto risultati superiori alle nostre aspettative”.

L’intervista completa con il dottor Giancarlo Ardissone nel video servizio a inizio articolo.

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