[beevideoplayersingle adstype=”video-ads” videourl=”https://vimeo.com/212742842″ videoadsurl=”https://vimeo.com/224092271″ adsurl=”https://www.sialpieve.com/”]L’ex Ministro della Repubblica, Claudio Scajola, è stato oggi ospite negli studi di Riviera Time. Un’intervista esclusiva durante la quale sono stati molti i temi trattati.

Dal futuro della Provincia, al centrodestra, dai rapporti con il Presidente della Liguria Giovanni Toti, alle prossime elezioni amministrative di Imperia, fino ad arrivare alle vicende giudiziarie e all’uscita dalla politica attiva.

“La provincia di Imperia – spiega – sono anni che vive un momento difficile. È necessario un maggiore impulso. Forse si litiga troppo e si è abituati poco a guardare avanti. Ognuno guarda solo al giorno dopo, alla presa di consenso momentaneo invece di guardare al futuro. A me piace guardare al futuro.”

Il prossimo anno ci attendono due importanti appuntamenti alle urne: le elezioni politiche e le elezioni comunali a Imperia.

“Nel bene o nel male sono stato protagonista della scena politica. Sarò candidato alle politiche o alle comunali di Imperia? C’è molto tempo ancora e c’è da chiarire quali saranno i programmi, le idee, le proposte e le alleanze nell’ambito del centrodestra.”

Dal 26 settembre scorso, giorno dell’incontro pubblico all’hotel Corallo di Imperia in cui l’Onorevole Scajola espresse il suo supporto a Stefano Parisi, molto è cambiato. Il divorzio tra Parisi e Forza Italia non ha, però, incrinato la fiducia dell’ex Ministro nei confronti del fondatore di Energie per l’Italia.

L’Onorevole, come Parisi, non vuole un’alleanza che includi la Lega e Fratelli d’Italia. Una netta contrapposizione con il Governatore della Liguria Giovanni Toti.

Guardando alla propria esperienza politica e al panorama attuale, l’Onorevole Scajola ha anche colto l’occasione per lanciare una frecciatina a qualche “politico del Palazzo”: “Nella mia città, ma anche andando in giro per l’Italia, trovo che la gente ha capito e mi stima. Non posso dire la stessa cosa di alcuni esponenti che mossi dall’invidia hanno pensato che la politica si faccia non sulle proposte, ma con le disgrazie degli altri.