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“Penso che ci troviamo davanti all’ultimo miglio, che sia davvero l’inizio della fine di tutto questo. I vaccini stanno portando abbattimento mortalità. Servirà qualche altro sacrificio, la battaglia non è finita ma se inanelliamo bene le cose oggi, ci mettiamo in una buona posizione da Champions per chiudere senza errori la partita nelle prossime settimane”. Così il presidente e assessore alla Sanità di Regione Liguria Giovanni Toti ha fatto il punto, dalla sede di Asl1 a Bussana, sull’emergenza Covid e sulle decisioni che saranno assunte nelle prossime ore. Un incontro a cui ha preso parte anche l’assessore regionale Marco Scajola, il direttore generale dell’Asl1 Impriese Silvio Falco, oltre ai vertici dell’azienda sanitaria dell’estremo ponente ligure.

“Pur non essendo mai stato ‘chiusurista’ – ha aggiunto Toti – credo che questo sia un mese chiave di svolta rispetto alla lotta al Covid: per questo, anche se con dispiacere, ho bloccato le seconde case. In una fase di accelerazione della campagna vaccinale e anche dei contagi, se sommiamo le misure adottate a livello nazionale a misure regionali e le concentriamo in un pacchetto di 15-20 giorni, forse poi potremo ripartire con la vita sociale ed economica e proseguire con la campagna vaccinale che andrà a regime. Il mio obiettivo è poter iniziare a parlare di aperture dalla prima settimana maggio, un mese in anticipo rispetto a quanto accaduto lo scorso anno. Credo che sarebbe per tutti un buon risultato, sia per chi deve riaprire un bar, un ristorante o un albergo sia per il personale sanitario chi si trova sulla linea del fronte”.

“Oggi pomeriggio – ha proseguito il governatore – faremo alcune valutazioni: non stiamo parlando di situazioni drammatiche, ma dell’opportunità di usare il prossimo periodo di raffreddamento dell’epidemia, che il governo ha comunque pensato per le prossime settimane, in modo da trovarci a metà aprile con un’incidenza diversa che consenta scelte di lungo periodo più utili per il territorio”.
Per quanto riguarda la campagna di vaccinazione “nelle prossime due settimane andrà a regime. Il piano vaccinazione strategico nazionale prevede 553mila dosi al giorno in Italia con una programmazione di consegne europee mensili. Noi ci stabilizzeremo su circa 15.500 vaccini giorno per cinque o sei sei giorni a settimana e proseguiremo così per molte settimane. Mano a mano che calerà l’età della popolazione da vaccinare, ritengo che sarà più conveniente accentrare le vaccinazioni in pochi grandi hub garantendo una resa elevata e liberando risorse per altre attività, come le vaccinazioni al domicilio per le persone non deambulanti che non possiamo permetterci di lasciare indietro”.

Il governatore ha poi ricordato che la Asl1 “nella cosiddetta terza ondata è stata quella più colpita ma, per merito di tutto il personale sanitario, non è stata drammatica anche se le provincie di Imperia e Savona stanno dando segnali un po’ più preoccupanti sul fronte dei contagi”.

“Se abbiamo affrontato la terza ondata meglio, circondati da regioni che avevano circolazione del virus e ospedalizzati peggiori dei nostri significa che siamo stati in grado di mettere a fattor comune diverse best practice, dalla capacità di aumentare il turn over e la cura nei nostri reparti che ha consentito di affrontare la terza ondata faticosamente, ma con meno ripercussioni. Ora la campagna di vaccinazione è la nuova frontiera e tutti dobbiamo dare una mano: tanto più rapidamente vaccineremo tanto prima il paese potrà ripartire e salveremo vite. Dobbiamo lasciarci alle spalle le polemiche e correre. Questa provincia ha funzionato bene, vaccinando i frontalieri e gli ultra 80enni in combinata. Il numero di vaccini per numero abitanti è soddisfacente e screscerà ancora”.

“Come sapete ieri Regione Liguria – ha continuato Toti – è arrivata ad effettuare 12.000 vaccini in un giorno, tenendo conto che l’obiettivo che ci ha dato il generale Figliuolo è di 13.000 vaccini e che molte installazioni vaccinali non sono ancora partite, direi che siamo a buon punto e saremo in grado di stabilizzarci con 15.500 vaccini su sei giorni lavorativi che tradotto, per la provincia di Imperia, significa circa 2.200 vaccini al giorno. Con l’arrivo del vaccino Johnson&Johnson sarà poi tutto più facile. Di fatto il piano di vaccinazione sta prendendo la sua forma parallelamente all’aumentata potenzialità di Roma di fornirci le dosi”.

“Ieri – ha ribadito il governatore – il governo nazionale ha approvato un decreto che apprezzo (norme per l’obbligo vaccinale dei sanitari ndr), poteva essere più facile anche sul consenso informato, ma è di certo un provvedimento positivo a cui poi occorre uniformare le strategie di azione. Credo che questo sia un mese cardine di svolta sulla lotta al Covid ed è la ragione che mi ha spinto a bloccare le seconde case sul territorio, credo proprio che in un momento di accelerazione della campagna vaccinale, se sommiamo le misure nazionali alle misure di contenimento regionale creiamo un pacchetto che ci potrà consentire di vedere la luce tra 15 giorni e ci potrà far ritornare alla vita anche economica, con l’obiettivo di riaprire in Liguria la prima settimana di maggio”.

“Oggi – ha ricordato Toti – come ha detto domenica scorsa il Santo Padre siamo più stremati che scioccati: conosciamo molto meglio il nemico, parliamo di un sistema di tracciamento che funziona e di cure ospedaliere e monoclonali. Un po’ di passi avanti li abbiamo fatti, come penso anche che dobbiamo dirci che il sistema italiano ha funzionato meglio del decantato sistema tedesco e della potente Francia, due paesi che investono mediamente da 1 punto e mezzo a tre punti di Pil più di noi sul servizio sanitario nazionale. Questa volta la professionalità, generosità e capacità di lavoro e di fare squadra ha fatto la differenza. Non ce ne rallegriamo perché ne paghiamo le conseguenze anche qui, ma non possiamo sempre abbatterci pensandoci la Cenerentola del mondo. L’Europa è sicuramente più indietro di altri continenti, ma tuttavia da noi abbiamo messo a punto azioni importanti, come il coinvolgimento delle farmacie, della sanità privata, soprattutto a Genova. Tutti guardano a Israele come a un esempio, sicuramente hanno fatto bene, ma teniamo conto che hanno meno abitanti della Lombardia e che in Italia e in Liguria c’è un’età media tra le più vecchie al mondo, un insieme di fragilità che sono molto diverse da quelle che si trovano in altri Paesi”.

Il presidente Toti ha concluso la conferenza invitando a tenere duro perché “siamo ormai all’ultimo miglio e sulla strada giusta, la battaglia non è finita, ma penso che se inanelliamo bene le cose ci mettiamo in una buona posizione per le prossime settimane”.

Nel videoservizio a inizio articolo le interviste al presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, al direttore generale dell’Asl1 Silvio Falco e all’assessore regionale Marco Scajola.

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