punti vendita bevera confcommarcio ventimiglia

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“Abbiamo voluto cercare di informare i nostri associati sulla tanto dibattuta pratica riguardo le quattro strutture di Bevera”.

Esordisce così Dario Trucchi, presidente di Confcommercio a Ventimiglia, al termine del suo incontro con i media della provincia di Imperia.

“Non vogliamo esprimere un parere su questo argomento, ma come presidente di una delle più rappresentative associazioni sul territorio, abbiamo deciso di approfondire la questione richiedendo un incontro con la maggioranza in Comune e successivamente anche con le forze di opposizione. Subito dopo, nei prossimi giorni, vogliamo ascoltare anche i nostri associati, con incontri divisi per categorie per non creare assembramenti”.

“Tra i nostri associati – dice Trucchi – ci sono dissapori, alcuni sono contrari, altri ne vogliono sapere di più. Per dare risposte a tutti daremo mandato ad un legale amministrativista che controllerà la bontà della pratica e conseguentemente noi potremo dare risposte più dettagliate e supportate da un parere super-partes. Saremo cioè in grado di interloquire sia con la parte politica che con quella del commercio”.

“Ci stiamo lavorando, abbiamo già inviato una lettera in Comune e aspettiamo una risposta a breve dato che sicuramente anche la pubblica amministrazione è interessata a conoscere la nostra posizione, ed entro la fine della prossima settimana incontreremo gli associati della Confcommercio per poi dare voce alle loro opinioni”.

“Ad oggi – conferma Trucchi – non abbiamo ancora ben capito se questa pratica potrebbe permettere l’apertura di un centro commerciale che potrebbe, in positivo o in negativo, avere ripercussioni sul tessuto economico di Ventimiglia. In questo momento storico così particolare è necessario fare molta attenzione a quelle che saranno le decisioni e prima di prendere posizione noi vogliamo avere un quadro completo e dettagliato”.

“Dobbiamo anche conoscere quella che potrebbe essere la ricaduta occupazionale, un altro aspetto importante, ci servono delle garanzie anche in questo senso. Ci devono spiegare nel dettaglio cosa potrebbe esser fatto, come verrà fatto, quante possibilità di sviluppo e di impiego offrirà. È fondamentale per la nostra associazione avere un quadro a 360 gradi di questa delicata pratica”.