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Le misure adottate per fronteggiare l’emergenza legata alla diffusione del Covid-19 sono, come noto, limitative dei movimenti delle persone le quali, in assenza di motivi di lavoro, necessità o salute, non possono allontanarsi dalla propria abitazione; l’operatività delle restrizioni è stata estesa al 13 aprile con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri emanato il primo giorno del mese.

Ciò impone la convivenza per gran parte della giornata, che da un lato può costituire l’occasione per tornare a vivere una dimensione familiare, fuori dai ritmi frenetici quotidiani, ricordando i racconti dei nostri genitori o dei nostri nonni magari intorno al caro, vecchio focolare domestico, dall’altro non possiamo sottacere che non tutti hanno la possibilità di vivere la tranquillità delle mura di casa: ci sono infatti situazioni le mura costituiscono una costrizione, nascondono soprusi, violenza fisiche e psicologiche di cui sono vittime soprattutto donne e minori.

Lo ricorda il Soroptimist International d’Italia con una lettera inviata ai vertici della Regione Liguria, ai Sindaci dei Comuni ove l’associazione ha sede ed ai vertici delle Forze di polizia delle province liguri. Proprio i Carabinieri di Imperia – condividendo gli sforzi mossi dalla richiamata organizzazione – nel 2016 hanno aderito all’iniziativa “Una stanza tutta per sé”, realizzata presso la sede del Comando Provinciale da Soroptimist di Imperia, in cui le vittime di violenza possono essere accolte – anche da personale di sesso femminile – in totale riservatezza e con l’attenzione che ogni episodio richiede: infatti, la struttura dell’Arma ha realizzato una “Rete nazionale di monitoraggio sul fenomeno della violenza di genere”, in cui interagiscono Ufficiali di Polizia Giudiziaria – Marescialli e Brigadieri – inseriti nell’ambito dei Nuclei Investigativi dei Comandi Provinciali e dei Nuclei/Sezioni Operative delle Compagnie, con il compito di sostenere i reparti sul territorio nello sviluppo delle indagini, raccordandosi con la Sezione Atti Persecutori del Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche (Ra.C.I.S.) per la valutazione dei fattori di rischio emergenti, il profiling degli attori di violenza, nonché l’approccio e l’assistenza verso le vittime, avendo acquisito sin dal 2009 una specifica competenza nello studio di azioni preventive nei reati in danno di donne e minori.

Il personale appartenente alla Rete è appositamente formato presso l’Istituto Superiore di Tecniche Investigative di Velletri, centro di alta qualificazione dell’Arma, ove vengono svolti annualmente corsi in materia di violenza di genere. Nel caso dobbiate affrontare situazioni simili, ricordiamo innanzitutto il ricorso immediato al Numero Unico di Emergenza 112, ma non solo: la difficoltà che le vittime di violenza devono vivere per arrivare anche solo a segnalare gli episodi che subiscono è enorme e talvolta appare un muro insormontabile. Per sostenere chi avesse bisogno durante il percorso che porta all’emersione del fenomeno, in provincia di Imperia è attivo il Centro Antiviolenza I.S.V., le cui sedi sono ubicate ad Imperia, Sanremo e Ventimiglia, contattabili tramite numero verde 800.18.60.60 o inviando una email all’indirizzo [email protected], anche solo per un confronto, in forma riservata, tenendo presente che le donne e gli uomini che lavorano presso il Centro non hanno alcun obbligo di riferire agli organi di polizia quanto apprendono.

Peraltro, dal sito www.carabinieri.it è possibile acquisire consigli tematici, in relazione ai quali il Comando Provinciale ha realizzato il pieghevole in cui sono specificati anche i riferimenti delle Stazioni dell’Arma presenti nella provincia per garantire il contatto immediato, così “#possiamo aiutarvi”, perché “#usciredallaviolenzasipuò”. L’Arma è sempre pronta a fornire aiuto e supporto e – nel caso specifico, come accennavamo – personale qualificato è reperibile nell’intero arco della giornata. Seguite il consiglio #iorestoscasa, perché nei casi di necessità i Carabinieri sono a vostra disposizione.