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Mancano i lavoratori stagionali. Questo il paradosso che la nostra provincia e gran parte d’Italia stanno vivendo. Il perché è insito in tante ragioni che non possono essere generalizzate con il solo reddito di cittadinanza.

Di questo, del preoccupante calo demografico dell’imperiese e in generale della situazione della provincia abbiamo parlato con il segretario Cgil Fulvio Fellegara.

“Il report che abbiamo presentato a fine maggio non ha riservato grosse sorprese – esordisce. Purtroppo il quadro è esattamente come pensavamo. Il dato peggiore è la perdita di 1700 posti di lavoro nel 2020, nonostante il blocco dei licenziamenti attivo. L’estate porterà una boccata d’ossigeno per il territorio però dobbiamo guardare anche la realtà e pensare che tra qualche mese finirà il blocco dei licenziamenti per le aziende prive di cassa integrazione e nel contempo terminerà la stagione estiva. Abbiamo dunque davanti un autunno che si preannuncia, già da ora, complesso e che ci fa preoccupare molto”.

Fellegara si è poi concentrato sui lavoratori stagionali: “Credo sia ora di finirla con ragionamenti irreali e irrealistici. Sicuramente il reddito di cittadinanza ha dei limiti e dei difetti, ma i pregi sono superiori. Intendiamoci, poi, i 780 euro di massimo percepibile non vengono sempre elargiti, ma anzi la media reale su questo territorio è di 550 euro.

Se qualcuno pensa che un giovane, o meno giovane, possa barattare 400 o 450 euro di reddito con un lavoro di qualità non ha il senso della realtà. Il problema è che probabilmente il raffronto avviene tra un lavoro non di qualità e il reddito. La domanda che va fatta è: perché la maggior parte dei lavori qui viene percepito come non di qualità?

Un secondo aspetto – prosegue il segretario – è legato ai tempi burocratici che questo Paese offre. Se dalla domanda di naspi o reddito di cittadinanza passano due mesi e mezzo prima di percepire la prima erogazione il lavoratore, sapendo che anche se va a lavorare per un periodo limitato dovrà poi attendere questi tempi ,ci pensa due volte perché rischia, pur facendo la stagione, di trovarsi un buco a ottobre”.

Sulla demografia Fellegara non ha dubbi: “È la vera emergenza di questo territorio. Abbiamo un tasso di anzianità molto elevato e abbiamo chiuso il 2020 a 208mila 500 residenti. Nel 2012 l’Istat diceva che eravamo 218mila. In meno di dieci anni in questa provincia è sparita una città grossa come Bordighera. Il futuro di questo territorio deve essere programmato in base alla tendenza demografica e bisogna tenere conto dei dati che abbiamo”.

L’intervista completa nel videoservizio di Riviera Time.

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