Imprese minori: principio di cassa per la determinazione del reddito

Con la “legge di bilancio 2017” (art. 1 c. 17-23 della L. n. 232 del 11/12/2016) viene riformata la disciplina fiscale e contabile delle c.d. “imprese minori”, ossia delle imprese in contabilità semplificata che non abbiano optato per la tenuta della contabilità ordinaria (art. 18 del DPR 600/73), prevedendo l’abbandono del principio di competenza per la determinazione del reddito in favore dell’adozione del principio di cassa.

Dal 2017, il reddito delle imprese minori è costituito dalla differenza tra:

– l’ammontare dei ricavi di cui all’art. 85 del TUIR e degli altri proventi di cui all’art. 89 del TUIR (dividendi e interessi attivi) percepiti nel periodo d’imposta;

– quello delle spese sostenute nel periodo stesso nell’esercizio dell’attività d’impresa (nuovo art. 66 co. 1 primo periodo del TUIR).

Tale risultato è poi aumentato e diminuito degli altri componenti positivi e negativi di reddito espressamente richiamati dal nuovo art. 66 co. 1 secondo periodo del TUIR (ossia ricavi da destinazione a finalità estranee all’esercizio dell’impresa ex art. 57 del TUIR, proventi immobiliari ex art. 90 co. 1 del TUIR, plusvalenze e sopravvenienze attive ex artt. 86 e 88 del TUIR, minusvalenze e sopravvenienze passive ex art. 101 del TUIR).

Sono stati espunti dall’art. 66 (imprese minori – determinazione del reddito) co. 1 e 3 del TUIR i riferimenti:

– agli artt. 92, 93 e 94 del TUIR (concorso al reddito delle variazioni delle rimanenze);

ai fini della determinazione del reddito non assumono più rilevanza la rimanenze finali e iniziali di cui ai predetti articoli; infatti le spese per le merci acquistate diventano deducibili nel periodo di sostenimento del costo; unica eccezione è prevista per il primo anno di adozione del nuovo regime di cassa, in tale ipotesi il reddito d’impresa determinato per cassa è ridotto dell’importo delle rimanenze finali che hanno concorso a formare il reddito dell’esercizio precedente secondo il principio di competenza;

– all’art. 109 co. 1 e 2 del TUIR (principio generale di competenza e i correlati criteri di certezza e determinabilità oggettiva);

– alla possibilità di dedurre nell’esercizio di registrazione della fattura o del documento probatorio le spese per importi non superiori a € 1.000,00 di competenza di due periodi d’imposta relative a contratti a corrispettivi periodici (previgente art. 66 TUIR co. 3 terzo e quarto periodo).

Disciplina transitoria nel passaggio tra regimi – Al fine di evitare salti o duplicazioni d’imposta, viene disciplinato il trattamento dei componenti reddituali nell’ipotesi di transito dal regime contabile semplificato a quello ordinario, e viceversa; in sostanza, i ricavi, i compensi e le spese che hanno concorso alla determinazione del reddito, in base alle regole del regime adottato, non assumono rilevanza nella determinazione dei redditi imponibili degli esercizi successivi (art. 1 co. 19 della L. 232/2016).

Aspetti IRAP – L’art. 1 co. 20 della L. 232/2016 interviene sulle modalità di determinazione della base imponibile IRAP delle imprese minori, inserendo il co. 1-bis all’interno dell’art. 5-bis del DLgs. 446/97. Si dispone, in particolare, che, per le società e gli imprenditori individuali ammessi al regime di contabilità semplificata, la base imponibile IRAP è determinata secondo i criteri di cui all’art. 66 del TUIR. Pertanto, a partire dal periodo d’imposta 2017, anche il valore della produzione netta delle imprese in contabilità semplificata andrà determinato in base al principio di cassa.

 

Dott. Giuseppe Tomarchio

Articolo precedenteDiano Marina, bella non solo d’estate
Articolo successivoNiente “idiotes” alle assemblee