Nel periodo intorno alla prima guerra mondiale Oneglia fu scelta, a causa della lontananza dai possibili teatri di operazioni militari, come sede adatta a un’industria siderurgica (le cosiddette Ferriere) che ha dato il nome alla zona circostante. Questa fonderia occupava entrambe le rive della foce del torrente Impero e produceva sia laminati che lingotti d’acciaio.

Rimase attiva fino al 1930 quando fu smantellata poco dopo essere diventata una proprietà Ilva. I grandi scheletri di cemento armato dei capannoni industriali sono stati abbattuti negli anni novanta dall’amministrazione comunale. Nel 1997 l’intero complesso è stato cintato e catalogato come monumento e ne restano solamente tre alte ciminiere in mattoni ed un basso edificio fatiscente alla foce del torrente Impero.

Oggi la zona versa in uno stato di completo abbandono: sporcizia, erbacce e degrado si trovano su tutto il lungomare Vespucci, che da Oneglia arriva a Porto Maurizio.

“Nella zona che va dal parco urbano al porto”, spiega l’ambientalista Giuseppe Franciosi, “il problema è quello della pulizia e della gestione del verde. Basterebbe fare delle manutenzioni ogni sei mesi, per risolvere eventuali problemi e dare un bel colpo d’occhio per il turismo“.