Nel proseguimento del Consiglio comunale di Imperia, successivamente alla discussione riguardo il porto è stato approvato con 26 voti favorevoli il punto relativo all’istituzione della tariffa per l’istruttoria e il rilascio del certificato di inutilizzabilità dei veicoli fuori uso sottoposti a fermo fiscale, nell’ambito delle modifiche introdotte dalla legge 14 del 26 gennaio 2026 sulla cancellazione dai pubblici registri dei veicoli sottoposti a fermo amministrativo.
Successivamente l’aula ha affrontato il punto relativo all’acquisizione di aree al patrimonio comunale in adempimento alle convenzioni urbanistiche legate a un intervento edilizio avviato tra il 2010 e il 2017, in prossimità del lungomare Amerigo Vespucci.
“Si tratta di due aree molto importanti, una a levante e una a ponente di un intervento urbanistico realizzato tra il 2010 e il 2017”, spiega il vicesindaco e assessore Giuseppe Fossati. “Viene ceduta al Comune un’area destinata a parcheggio pubblico e un’altra area verde di dimensioni significative. Quest’ultima verrà inglobata nel progetto del cosiddetto bosco urbano, andando a ricucire tutta quella porzione di territorio. L’acquisizione è importante perché consente di completare un tassello dello sviluppo del fronte mare che stiamo portando avanti passo dopo passo”.
Sul punto è intervenuto anche Luciano Zarbano, annunciando il voto favorevole ma evidenziando alcune criticità legate ai tempi dell’operazione. “Ciò che è in discussione è il come dell’atto e non il se”, dichiara. “Il primo collaudo risale al 18 febbraio 2016 e siamo nel maggio 2026: parliamo di quasi dieci anni di ritardo. La delibera però non motiva questo ritardo”.
Critico invece Lucio Sardi, che ha sollevato dubbi sul progetto del bosco urbano e sulla gestione complessiva dell’area.
La discussione si è poi spostata sulla quarta variazione di bilancio 2026-2028, illustrata in aula dall’assessore Sabrina Gandolfo al posto dell’assessore Monica Gatti.
La manovra prevede l’applicazione di oltre 4 milioni di euro di avanzo libero, destinati a diversi capitoli di spesa tra manutenzioni, lavori pubblici, piscina comunale, ambiente e rifiuti.
Nel dettaglio, tra gli interventi figurano 200 mila euro per la progettazione dell’autoporto, fondi per il completamento della Ciclovia Tirrenica, manutenzioni straordinarie della piscina comunale, spese per la raccolta rifiuti e interventi sul patrimonio pubblico.
Anche in questo caso non sono mancate le polemiche.
Luciano Zarbano ha evidenziato la riduzione dei margini di bilancio. “Stiamo finanziando il funzionamento ordinario con risorse straordinarie”, dichiara. “Con quali soldi fronteggeremo eventuali emergenze future?”.
La replica è arrivata dall’assessore Gandolfo. “Non siamo un’impresa che mette soldi da parte”, afferma. “Il denaro pubblico deve essere utilizzato per garantire servizi ai cittadini. Accumulare risorse senza spenderle non significa amministrare bene”.
Il dibattito si è poi acceso ulteriormente sul tema dei rifiuti, proseguendo per diversi interventi tra maggioranza e opposizione.
Più rapida invece la discussione sulla mozione relativa alla revisione della disciplina sull’origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari, sostenuta da Coldiretti e approvata con 22 voti favorevoli e nessun contrario.
Tra i punti principali della seduta anche l’istituzione del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Imperia, pratica poi approvata dall’aula dopo la discussione di alcuni emendamenti.
A presentare il regolamento è stata nuovamente l’assessore Gandolfo.
“Questa pratica vuole istituire e disciplinare la figura del garante delle persone private della libertà personale”, spiega. “Si tratta di una figura importante per rafforzare la tutela dei diritti, il recupero e la formazione delle persone detenute. Il garante avrà funzioni di ascolto, mediazione e supporto per migliorare la qualità della vita all’interno della casa circondariale”.
“Il regolamento è stato ampiamente discusso in commissione e già modificato attraverso alcuni emendamenti condivisi”.
Sul tema sono intervenuti sia Sardi sia Zarbano con alcune proposte di modifica.
“Questa iniziativa mi trova concorde”, dichiara Sardi, che osserva però alcune proposte di modifica. “Ritengo però che un incarico di questo tipo debba avere soprattutto uno spirito volontario e che cinque anni di durata siano troppi. Tre anni sarebbero più ragionevoli”.
Zarbano ha invece proposto una riorganizzazione tecnica del regolamento, sostenendo che vada conferita maggiore organicità al testo attraverso una distinzione più chiara delle materie trattate.
Durante la discussione non mancano punzecchiature reciproche.
La replica finale è arrivata ancora dall’assessore Gandolfo. “Questa pratica era sul tavolo da molto tempo. Lo scopo del carcere deve essere il recupero, un aspetto sul quale spesso stiamo fallendo”.
Gli emendamenti presentati da Sardi e Zarbano sono stati bocciati, mentre la pratica è stata approvata dal Consiglio comunale.





