A 60 giorni dall’inizio del suo mandato il sindaco di Imperia Claudio Scajola ha fatto un bilancio del lavoro svolto finora davanti alla stampa.

    “Abbiamo fatto cose importanti e cose all’apparenza meno importanti. Come ad esempio la riqualificazione della fontana di piazza Dante, l’orologio del Comune, la pulizia dei cimiteri e la riattivazione degli ascensori tra borgo Marina e il Parasio. Tema forse più importante è quello del nuovo capitolato per passare al porta-a-porta. L’obiettivo è una città più pulita, decorosa,” spiega Scajola.

    Il tema della raccolta rifiuti è sempre stato un argomento scottante ad Imperia. Il passaggio alla raccolta porta a porta è un cambio epocale non certo facile che inizierà a breve.

    “Il 15 settembre partirà la campagna informativa, prima nelle scuole e poi per tutti gli imperiesi. L’1 febbraio partirà il nuovo servizio con le modalità inserite nel capitolato e che verranno presentate e spiegate nel corso delle prossime settimane,” continua.

    Più volte, durante la conferenza stampa, il primo cittadino ha ribadito che verrà raggiunto il 65% di differenziata entro marzo, partendo da un dato del 36%. Il +29% in un mese sembra un obiettivo decisamente inverosimile dato le difficoltà oggettive, soprattutto iniziali, nel cambiare il sistema di raccolta in una città come Imperia con oltre 42 mila abitanti, ossia oltre 24 mila famiglie, e una logistica territoriale vasta e piuttosto complessa.

    Basti pensare che Sanremo, con Amaie Energia, ha impiegato oltre un anno per assestarsi al 60%. Risultato già importante considerando le dimensioni della città e le relative complicanze.

    Il sindaco pare però sicuro di sé: “Mi hanno assicurato che è possibile. Il sistema messo su è efficiente e forse abbiamo imparato dalle difficoltà che hanno incontrato altri.”

    Non ci resta che aspettare l’1 marzo, quindi, per capire se la sfida lanciata dal primo cittadino sarà vinta.