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Imperia ricorda le vittime delle foibe. Questa mattina, negli omonimi giardini del capoluogo, la consueta cerimonia con il sindaco Claudio Scajola, il viceprefetto Maurizio Gatto e tutte le principali autorità politiche e militari cittadine oltre ai rappresentanti dell’associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia.

A prendere parola, oltre al primo cittadino, anche l’esule novantenne Lino Vivoda che, nel giorno del ricordo dei massacri voluti dal regime comunista di Tito, ha spiegato come a Imperia sia stato accolto come un fratello.

Scajola ha invece detto: “Dobbiamo ricordare questa tragica pagina della storia dal ’43 al’47. Persone infoibate che avevano in gran parte solo la colpa di essere italiane. Le truppe titine volevano cancellare la storia italiana in Istria e Dalmazia, 350mila sono dovuti andar via. Giusto ricordare, ma senza la vendetta, ricordare per capire dove le guerre possono portare”.