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È stato presentato questa mattina, nei locali della Questura di Imperia, il nuovo applicativo “Scudo“, importante strumento a disposizione delle Forze di polizia per contrastare il fenomeno della violenza di genere. Si tratta di una nuova utilità della banca dati interforze che consente di avere a disposizione tutte le informazioni utili sui precedenti interventi effettuati presso la medesima abitazione, come ad esempio la presenza di minori o di armi, e di calibrare così nel modo migliore l’intervento operativo.

“Abbiamo illustrato un sistema che prevede un vero e proprio trittico di intervento, che si sviluppa dal primo intervento su strada – spiega il questore di Imperia Pietro Milone – per cui una donna o un bambino che vengono malmenati richiedono un intervento immediato delle forze di pronto intervento. Già in quel primo momento c’è una valutazione del contesto e la relazione che viene scritta diventa importantissima, perché tramite questo applicativo “Scudo” si condivide questo tipo di notizia tra tutte le Forze di polizia, e ci sarà un vaglio successivo da parte dell’organo investigativo, che approfondisce i casi. Si valuta se si tratta di un ‘codice rosso’ e si applica la procedura relativa, fino ad arrivare al grado finale, che è quello delle misure di prevenzione: l’ammonimento del questore è già uno strumento importantissimo, perché consente alla polizia di operare d’ufficio anche in assenza di una querela da parte della parte offesa e, soprattutto, il nuovo strumento della sorveglianza speciale per maltrattamenti che presuppone un giudizio a monte di pericolosità del soggetto. Sono tutti strumenti che speriamo possano aiutare in futuro a far emergere sempre di più il fenomeno e a restringerlo.

Le persone vittime di violenza devono avere la forza e il coraggio di denunciare – aggiunge – se non riescono a denunciare, parlarne con persone di fiducia che possono segnalare a loro volta, ma devono sapere che non saranno mai lasciate sole”.

24 interventi per “codice rosso”, 8 provvedimenti restrittivi, 22 denunce per reati di lesioni, maltrattamenti in famiglia, atti persecutori. Sono questi i “numeri” della Squadra Mobile di circa un anno di attività sul fronte della repressione della violenza di genere in provincia di Imperia.

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