loredana modaffari

La consigliera comunale di opposizione a Imperia, Loredana Modaffari interviene con dure critiche nei confronti dell’amministrazione comunale sul tema della sicurezza stradale e dell’utilizzo dei sistemi di rilevazione della velocità.

“Non possiamo e non vogliamo stancarci di contrastare la determinazione dell’amministrazione comunale di Imperia a trattare la sicurezza stradale come sistema di incasso, come una componente stabile della finanza locale”, esordisce.

“Questo, a difesa soprattutto del principio di legalità”, prosegue la consigliera, “che non è solo uno slogan, ma un limite al potere, quel potere che ancora nell’ultima seduta del consiglio comunale di Imperia ha tentato di scoraggiare il cittadino a far valere i propri diritti, creando volutamente confusione a dispetto della chiarezza della legge e della giurisprudenza, portando dati artefatti sull’incidenza della presenza dei velox sui sinistri”.

La consigliera aggiunge: “Abbiamo sentito il primo cittadino ribadire ancora una volta la legittimità dell’operato dell’amministrazione comunale di Imperia, che ha incassato tra parcheggi d’oro e multe l’importo di 1,4 milioni di euro nel primo trimestre del 2026, irrogando sanzioni sulla base di rilievi effettuati da apparecchi non omologati in spregio all’art. 142 del Codice della Strada che recita: ‘Per la determinazione dell’osservanza dei limiti di velocità sono considerate fonti di prova le risultanze di apparecchiature debitamente omologate’, invocando persino a sostegno del suo pensiero un’ordinanza della Corte di Cassazione (n. 7374 del 27 marzo 2026), che poteva generare letture equivoche per la non perfetta linearità del rapporto tra principio enunciato ed esito del caso concreto, ma non doveva essere usata per gettare fumo, disincentivare i sanzionati e procrastinare una situazione allo stato illegittima”.

“Già in sede di discussione dell’ennesimo debito fuori bilancio conseguente a sentenze di condanna del Comune pronunciate dal giudice di pace di Imperia su ricorsi degli automobilisti”, sottolinea, “abbiamo fatto notare l’esistenza di una pronuncia successiva (Cassazione n. 13852 dell’8 aprile 2026) che non lascia più margini interpretativi: un dispositivo semplicemente approvato ma non omologato non può costituire fonte legale di prova dell’eccesso di velocità, e all’assenza del requisito dell’omologazione non possono supplire né circolari, né pareri o prassi amministrative”.

“Un’amministrazione che persiste nell’elevazione di sanzioni emesse su presupposti tecnici e giuridici acclaratamente illegittimi rivela un uso errato del potere fondato sulla rassegnazione dei cittadini, e conferma il fine di fare cassa con la scusa della sicurezza stradale. E valga il vero!” conclude Modaffari.